Quando a Bologna il professor Carlo Ventura ci parlava dei suoi studi, davanti a diapositive di microscopiche cellule danzanti, io credevo stesse raccontando una favola. Lui sottolineava che quanto stava dicendo rispondeva a documentati studi scientifici, ma io non avevo altro mezzo che l'immaginazione per poter entrare in un mondo così fantastico, che poi è il "reale", il mio mondo, sono io.
La chiave me l'aveva regalata Qwfwq*: " 


Nel Rito n.2 ORATION abbiamo iniziato a parlare della importanza di un abbraccio. Lo scrittore Alberto Manguel (su La Repubblica del 10 febbraio), parlando del suo ultimo libro, "Alla ricerca degli abbracci perduti", ha evidenziato un aspetto assai interessante. Secondo la MTC il gesto dell'Abbraccio aiuta il fegato e tutto quel che è connesso, la primavera, il verde della bile, la collera, la azione inespressa... Nel Bagua Zhang abbiamo incontrato un bellissimo gesto chiamato: "Abbracciare la luna nel petto". Per non dire della filosofia dell'abbraccio nel tango.

Alberto Manguel è uno scrittore argentino



«Vi siete distratti?» Ci chiede il professor Giorgio Villa. 
Nel gruppo si crea un attimo di imbarazzo perché durante le lezioni di Arteterapia si cerca di essere sinceri.
«Noto in tutti voi dei movimenti funzionali!» Come si fa a fingere con un professore psichiatra esperto di cinema?
Siamo costretti ad ammetterlo arrossendo: «Si. veramente...» E lui...


Questo ti voglio dire
ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.

...

Ah! Qui ci manca un Eraclito. In questa miserrima situazione in cui ci troviamo, in Italia, anzi è globale, ci vorrebbe un Eraclito. 

Come si sa la storia è tutto un riciclo, e ci fu un tempo in cui Efeso era di fatto assediata dal potere economico e militare della Persia. Carestia, disoccupazione, privilegi, corruzione… fatevene una ragione: non è un copyright esclusivo made in Italy, è accaduto sempre dove c’è denaro in abbondanza.

l mio primo maestro di farmacia, in quel lontano 1973, fu un certo Claudio Galeno. Ero al secondo anno di università, lo conobbi per caso in biblioteca.