Sto rientrando al mio paese, in auto, con Schubert alla radio e mascherina sotto al mento.
Il mio paese, benché devastato dal cemento nel quarantennio consumista, mi accoglie ancora con castagni e querce secolari, è come rituffarsi in una placenta.
Dopo una vita di lavoro itinerante, sto per entrare nel mio lockdown da pensionato. La musica di Shubert mi porta in un altrove di fantasie e problemi. Ecco, io torno in paese mentre mio figlio sta atterrando a Londra per un tirocinio triennale, e poi chissà... In tempi di Covid un padre può anche essere un tantino preoccupato, ma vabbé, "ognuno deve poter inseguire il suo Sogno, la sua Via".
Ho come uno sdoppiamento di realtà, da una parte passeggio tranquillamente nel bosco col colore del tramonto che filtra tra gli alberi, dall'altra trovo assordante il traffico al centro e in metropolitana mi manca l'aria, non sopporto la mascherina. Mi chiedo quale di queste due realtà sia la mia.

Un amico mi disse che tornando in un paese pensione si imbocca la via per essere saggi. "O rassegnati" - io risposi. A Londra si va con una speranza e il desiderio d'avventura, in questo modo si supera ogni difficoltà, perché ci aiuta lo spirito del ".. vissero felici e contenti".
Mentre nel mio paese mura antiche mi riportano al passato, ricordandomi terra e radici, a Londra il mio sguardo invece cerca nel cielo oltre la nebbia qualcosa che assomigli ad un futuro felice. Non so se sto da una parte o dall'altra, in paese o in città. Quale delle due realtà è più mia?

Il cambiamento di umore di Schubert, come sempre inaspettato e improvviso, coincide con l'arrivo di nubi dense che minacciano pioggia. È una buona metafora per descrivere il mio stato d'animo di padre, colpevole di aver ridotto i nostri giovani alla mancanza di un sogno non virtuale, senza più ghiacci e orso polare. «Papà, la mia impronta ecologica è UNO VIRGOLA QUATTRO, so che sono ancora troppo lontana da UNO, ma non riesco a fare meno di così. Nella Silicon Valley è SEI, per quanto tempo possiamo durare?»

Anche nel mio paese ci son problemi di parcheggio. Non c'è problema, faccio una passeggiata per sgranchirmi gambe e idee. Mi perdo in un ragionamento scientifico: "Se mettessi su un piatto della bilancia una passeggiata nel bosco e sull'altro piatto il peso della paura nel futuro, sicuramente peserebbe tutto da una parte". Ma che cosa significa questo? Mi chiedo: "Una realtà a me esterna è per me più reale di una realtà interna che sarebbe la mia vera e unica realtà?". Concludo: "A te piace Amleto".

 Mi sono distratto ed ora sto passeggiando nel bosco, cade una pioggerellina leggera, di quelle che bagnano senza che mai uno se ne accorga. Mi siedo su una panchina, mi manca il fiato. No, è una sensazione strana di fastidio di pancia che mi costringe a sedermi. Mi sento come un polipo pensionato con mille tentacoli che dipartono dal mio ventre per entrare in mille realtà anche lontane. Verso figli, amici, parenti dispersi in quattro continenti, ovunque, verso un fondo, sotto terra, a mo' di mie radici, verso il passato, sempre più dentro, un tempo ero un pesce. Ora sono un uomo dai mille tentacoli, alcuni di questi si alzano in cielo, e vanno, oltre la seconda stella a destra, fino ad affondare in qualche buco nero. 


Sono zuppo di pioggia, mi sono distratto. Zuppe pure le mie mutande. Eppure sembra non piova. È una pioggerellina leggera in un mare di goccioline nell'aria. In questo mare in cui nuoto l'immagine del polipo è stupenda. "Sono un polipo, con tentacoli ovunque, faccio parte di un tutto". L'idea mi piace, mi riempie di gioia, mi alzo. Cammino fiero, deciso come un soldato, ogni tanto un saltello come facevo da bimbo.
Sono contento, tutto mi torna. Sono solo un piccolo uomo, ma i miei tentacoli sono dove desidero. Sono solo una goccia, ma insieme alle altre diventa un oceano. E bagna chiunque. Senza che se ne accorga. Il desiderio di un mondo di pace è tale che non mi sento più solo. C'è risonanza, la stessa voglia di futuro, al di la di dove sei, quanti anni hai, che cosa fai, dove vai, ma quando mai.

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Ciao Oscar, questa è la mia risposta al tuo grido di lupo,  se vuoi pubblicarlo sistemamelo tu, grazie. Zeno da Sempre. 

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Il grido - Racconti di resilienza 1

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