la pratica

 

Una piccola storia nascosta dentro un grande stage.

Quest’ultima esperienza con il maestro Xu è stata per me uno scossone dal quale sarà difficile riprendermi per un po’ di tempo.
Questa non è la descrizione tecnica della parte di stage che sono in grado di comprendere e che sarà oggetto di una successiva sintesi, ma è il riassunto di un’intera giornata vissuta molto intensamente, forse troppo ricca di input, una giornata di quelle che sembrano così estese da equivalere al ricordo di un viaggio assai lungo.
La storia è iniziata alle 3 del mattino, quando mi sono alzato per preparare i bagagli per il viaggio. Fra non molto il maestro Elio ci sarebbe venuto a prendere, per raggiungere insieme l’aeroporto e prendere il volo per Roma.

 

Diciamola tutta, diciamola breve. Come reagireste voi italiani se vi si dicesse: “Dante Alighieri era tunisino, tutte le parole che ha inventato era perché non sapeva bene l’italiano?” Ecco: come dovrebbero reagire gli inglesi se dicessimo loro che “Shakespeare era siciliano e i suoi 4500 neologismi erano una sorta di Gramlot alla Dario Fo?” Sarebbe un casino, ma la cosa non avrebbe la minima importanza. Non ci sarebbe nulla di nuovo: i romani entrarono in Britannia con la loro cultura, mentre la cultura romana si era formata assorbendo quella di tante altre civiltà e tribù. Per i romani ogni dio era buono, magari gli cambiavano nome, ma ne assorbivano riti e pensieri. La ‘Cultura’ è sempre nata dall’unione di pensieri diversi. Nulla di buono mai nasce se esiste un confine.

 

Pratica interna e pratica esterna

Come faccio a capire se sto facendo veramente lavoro interno? Questa è sempre stata per me una domanda importante. Perchè se io non rispondo a questa domanda, non ho modo di valutare se sto effettivamente facendo lavoro interno. La domanda successiva è questa. Cosa distingue il lavoro interno da una comune pratica atletica o sportiva? Se io non so rispondere a queste due domande, potrebbe essere che io sono convinto di fare lavoro interno ma che in effetti io stia facendo lavoro esterno.

Se ad esempio io faccio gli esercizi sulla forza elastica, sto facendo veramente lavoro interno? Se io pratico le arti marziali interne come il taiji, lo xing yi o il ba gua, sto facendo veramente lavoro interno? Cosa distingue, infatti la forma di taiji da una qualunque forma di kung fu moderno? La risposta migliore che ho trovato a oggi me la ha data il maestro Flavio Daniele

 

8 milioni di donne si sono raccolte,
in meditazione, ognuna a casa sua,
con un insolito e strano mantra"

"La Terra non è un buco" 
"La Terra non è un buco" 
"La Terra non è un buco" 

(ad libidum con ritmo)


"Non si tratta di Alternativa ma di Alterità"  (P.P.Pasolini)

Che cosa è l'Alterità? E' un altro modo di vedere le cose. Ad esempio: Immaginate un pianeta in cui gli abitanti vivono in armonia tra di loro e con la natura. Immaginate un pianeta in cui non esiste la moneta e l’alimentazione si basa esclusivamente sull’agricoltura. Immaginate un pianeta in cui non esistono automobili, traffico ed inquinamento, un pianeta in cui tutti hanno accesso diretto e paritario alle risorse naturali e non le sprecano né le sfruttano.
Vi invitiamo a vedere il film di Coline Serreau del 1996. “Il Pianeta Verde”


Un giorno Dio creò il cielo, la terra e tutte le cose, infine nel mezzo ci mise l'uomo a far da custode. Ma pian piano la terra fu ricoperta da asfalto e il cielo da smog e palazzi. Allora l'uomo fu colto da una strana follia: faceva buchi dappertutto. in cielo in terra e in ogni luogo.

Faceva buchi nell'ozono, faceva buchi nelle banche, buchi nel cervello, ma soprattutto buchi nell'acqua.