“Il linguaggio artistico dona capacità
 Da tredici anni vengo al Centro, tredici anni che mi hanno cambiato. Sono entrato, operatore volontario, come uno spocchioso musicante di chitarra.  “Si bemolle, fa diesis…”“Che stai a dì… Che so’ ‘sti diesi e ‘sti bomelle?” 

 

Andare a fare Tai Ji Quan in un Centro Diurno non è come andare in palestra. Lì il tempo non esiste, non è possibile fare programmi, tutto avviene perché deve avvenire. Aldo è seduto immobile e ritto come un palo, è alla stazione in attesa che arrivi il treno.

“In fondo al dolore voglia di ricominciare” .
Questa pagina è scritta da una educatrice del Centro Diurno "La Bussola di Ferentino". Descrive perfettamente le difficoltà in cui ogni operatore sanitario si trova dovendo ogni giorno rinnovare il rapporto con il dolore, la malattia, la morte. 

 

"Questo libro ci mette in condizione di saper ascoltare"   
L’ultima pagina di Via Casilina 3620  è scritta dal dottor Mario Morriconi, dirigente del Centro Diurno "La Bussola"  di Ferentino. 
 Dice: "L’orecchio è il senso dell’udito. L’emozione dà un senso all’ascolto. Mi sento vivo perché mi emoziono.". E forse il fine ultimo di ogni Arteterapia è proprio questo.

La “Globalità dei Linguaggi” utilizza qualsiasi mezzo artistico per esprimere un’emozione affinché questa non si aggrovigli all’interno, in una matassa poi difficile da dipanare.

L’osservazione della Scienza ci permette quella Contemplazione dell’Universo che può realmente farci sentire parte di esso, appartenenti ad un tutto inesauribile, incommensurabile, incomprensibile, estremamente complesso nella sua semplicità.