Può sembrare un esercizio semplice, eppure quel che stiamo sul punto rivelare è un segreto di omerica memoria: “il segreto di Ulisse”.

Quindi, prima ‘di aprire le ali’, aprite le orecchie. Quando alla fine del suo lungo peregrinare il mitico eroe Ulisse tornò nella sua casa a Itaca dove Penelope lo aspettava da anni ormai disperando, fu riconosciuto solo dal suo fedele e vecchio cane Argo. I Proci avevano occupato la sua reggia e infastidivano sua moglie obbligandola, una volta terminata la sua tela, a scegliere uno di loro come re. Ulisse volle vendicarsi, si travestì da vecchio vagabondo e finì per sfidarli a tirare con l’arco di Ulisse. Nessuno dei Proci riuscì ad estenderlo, il nostro eroe allora si rivelò, tese l’arco senza alcuno sforzo e incoccando una freccia dietro l’altra li traffisse uno per uno, tutti, una carneficina, ma una grande pagina epica.

Quale era il segreto del mitico re di Itaca? Perchè solo lui, l’eroe Ulisse, tra i tanti suoi proci, riuscì a stendere l’arco di legno massiccio e potente? “Il trucco di Ulisse”
È di una semplicità disarmante, ma dimostra come il nostro eroe fosse un maestro di arti marziali: “Per allargare le braccia e tirare l’arco senza sforzo occorre aprire la ali.” Quindi: non utilizzare i muscoli delle braccia, ma allineare le spalle espandendo il petto, far sparire le scapole. Fare in modo soltanto che il movimento parta dal centro e si estenda lentamente verso la periferia. “Estendendo, non tendendo!”

Ricordiamo che lo Zhong Ding, cioé l’asse centrale, dovrà restare “eretto e duro come una spada” mentre l’esterno potrà essere “soffice e morbido come bambagia”. Ora lasciare che il movimento di estensione parta dall’ormai famoso muscolo psoas che si espande verso i lati.

Dal bacino al dorso, all’arco delle gambe, al torace, ai gomiti, alle mani, alle dita. Estendente le dita verso l’orizzonte dell’Est e dell’Ovest, ancora più oltre. Immaginate di essere uno di quegli eroi dei fumetti che sparano dalle dita raggi infuocati. Se avete possibilità di provare con un arco, provate a tenderlo in questo modo, puntate il bersaglio e scoccate la freccia. Il gioco d’Ulisse è fatto. Se invece le braccia lavorano indipendentemente dal resto, se sono in tensione, in maniera ‘esterna’ e non ‘connessa’, sarete soggetti ad un notevole sforzo e in più sarete imprecisi. 

Ricordate: “Il movimento parte sempre dal centro e si dirige verso la periferia”, dall’interno all’esterno, “Tao Yie”, ‘condurre fuori’. Riguardo la medicina, l’analogia l’abbiamo già accennata nei precedenti capitoli, la differenza consiste tra lavoro esterno, ‘Wei Gong’, e lavoro interno, ‘Nei Gong’. Una differenza sostanziale, ‘Wei’ e ‘Nei’ rappresentano due tipi di forze opposte e in armonia.

 

Tratto da La Spilla del Farmacista, libro quarto: La Pratica di Salute