le applicazioni

 

La storia è quella di San Benedetto da Norcia che organizzò una comunità di frati. Disse: "Prega Fratello." Così i frati si misero a pregare, e pregavano sempre. Allora il Santo ci ripensò e disse: "Lavora Fratello". Questa è la sotira di "Ora et Labora" nata dal fatto che i fraticelli si erano messi a volare.

Nei tempi in cui Benedetto costruiva cenobi accadeva che pregando si diventava leggeri e si cominciava a librarsi nell'aria. I poveri frati restavano un po' sospesi e poi, tum, ricadevano sui loro scanni. Nessuno si preoccupava, in fondo era normale che lanciando la mente in ampi spazi, si salisse verso l'alto.

 

Poi si andava quatti quatti, quasi a quattro zampe, dal Perugino a rubar mele. Era il giusto premio al nostro lavoro di pitturare la fontana con il pennello da barba di papà. Uno per me e uno, più piccolo, per mia sorella. Si intingeva il pennello nell’acqua e si tingeva con calma il cemento, che da chiaro diventava scuro, lucido e bello, con tante venature di grigio, sicuramente più di cinquanta.

 

Giunto a 60 anni volevo scrivere qualcosa che con la mia professione non c’entrasse nulla. Desideravo solo divertirmi. Ho chiesto a mia moglie. Lei mi ha detto: “Scrivimi un thriller!” Son rimasto di sasso: “Un thriller? Io?” Allora mi sono vendicato, le ho scritto “L’Invidia del Peppe”, un testo che stravolge tutti i canoni del sesso e del giallo. Mi sono divertito.

IL RACCONTO

Il professor Ascenzio d’Arcangeli è un filosofo pacioccone, laureato alla Sapiente Sapienza, nell’ormai lontano 1968, ha dedicato una vita di studi al rapporto esistente tra Calcio, Sesso e Cielo. Dopo dieci anni di insegnamento presso il Liceo Classico “Duca Gentile”, ha lasciato la scuola per specializzarsi in 1254 discipline diverse, fino ad ottenere il dottorato presso il Centro di Salute Mentale “Santa Matta.”

Il professor Ascenzio D’Arcangeli impartisce le sue lezioni alla maniera socratica, cioè passeggiando lentamente nel parco della clinica, tra il laghetto e la siepe di oleandro, e discorrendo amabilmente di Platone e Lao Tzu, Tantra e Kamasutra. I suoi insegnamenti sono puntuali, “precisi come un orologio, tic tac, hanno un loro ritmo.”

 Al centro commerciale
L’irreparabile accadde una domenica d’autunno, quando Ernesto si accorse di essere realmente malato.Era una bella giornata di sole e di cielo sereno. Il signor Ernesto si svegliò di buon mattino. In casa nulla da mangiare: “Andiamo al mare? Si va alla cooperativa dei pescatori.” L’idea fu accettata con entusiasmo. 

 

 

Sembra passato più di un secolo, eppure io me lo ricordo quando ancora si mangiavano le supposte, e si diceva però che erano amare, e che non scendevano mai giù dal gargarozzo. E quando si aveva l’otite che le si mettevano nell’orecchio, perché, posso dirlo? non si riusciva a capire l’attinenza tra il mal di orecchio e…