durante una lezione a Bologna del corso istruttori,  ci ha posto proprio la stessa domanda che mi sono posto io. La risposta è stata questa. Poniamo che io stia facendo un’applicazione, diciamo una leva. Se io eseguo la tecnica e la mia attenzione è sul mio avversario allora sto eseguendo un gesto esterno. Se invece la mia attenzione è rivolta dentro di me e a quello che faccio all’interno per esprimere la forza allora il mio gesto è interno. Per citare le parole del maestro: “se la mia attenzione è rivolta su di te allora sono esterno, se la mia attenzione è rivolta su di me allora sono interno.

In altre parole, se io cerco di ottenere un risultato direttamente o attraverso una tecnica allora sono esterno. Se io invece porto la mia attenzione sul mio corpo, su di me e sul mio movimento, senza preoccuparmi di ottenere un risultato, allora il risultato stesso è indiretto e io sono interno.


Questa considerazione, mi porta a un’altra considerazione. Stando così le cose risulta chiaro che io posso benissimo studiare i dvd di nei gong, le forme di taiji, il ba gua o lo xing yi o qualsiasi altra forma di arte marziale io desideri, ma senza l’aiuto di un maestro, da solo non riuscirò mai ad entrare dentro lo spirito dell’arte e i suoi principi guida. Da qui l’importanza dei maestri e del contatto con loro. Ogni volta che io partecipo a un seminario o a un corso istruttori io comprendo sempre di più l’arte marziale interna.


Nell’arte marziale interna, ed ecco un’altra discriminante con l’arte esterna, non è solo importante il cosa, cioè eseguire gli esercizi giusti o svolgere correttamente la tecnica o la forma, ma anche il come si svolge la pratica. Il come, ha la stessa importanza del cosa. E se mentre il cosa posso benissimo impararlo guardando un dvd o un filmato su internet, quello che non posso assolutamente fare da solo è capire e imparare i principi che rendono un gesto interno, efficace e potente. Per questo il contatto con i maestri è indispensabile.

Alessandro Venturi, Nei Dan School, Bologna