In un sistema altamente complesso, com’è quello umano, queste funzioni sono strettamente interconnesse, perché non ci può essere propulsione senza equilibrazione, né direzione senza propulsione, o infine ammortizzamento senza distribuzione di sollecitazioni.

Le varie funzioni nascono dal giusto rapporto funzionale tra le parti, cosi
- la propulsione nasce dal gioco interattivo (Yin/Yang) tra la parte anteriore e la parte posteriore del corpo;
- l'equilibrazione tra la parte destra e la parte sinistra;
- la direzionale dalla capacità torsiva dei muscoli, specie quelli intorno alla vita e al collo;
- la distributiva e di ammortizzamento dalle articolazioni, dai legamenti, dai tendini e dai muscoli, che grazie alla loro elasticità tissutale, che caratterizza particolarmente i muscoli, consente di immagazzinare energia elastica utilizzabile nell’esecuzione del movimento.

Di queste cinque funzioni, noi per i nostri scopi analizzeremo solo le prime tre, e vedremo che, data la specifica morfologia muscolo-scheletrica dell'essere umano, ognuna di esse si sviluppa preferibilmente su uno dei tre piani ortogonali.

* Per funzione direzionale, s’intende la possibilità che un sistema in movimento ha di assumere una certa direzione nello spazio, grazie agli apparati di cui dispone. * Per equilibrazione la capacità di mantenere tanto nella statica quanto nella dinamica un assetto e un equilibrio ottimali. * Per funzione propulsiva la possibilità che un sistema ha di muoversi e di compiere un lavoro. * La funzione distributiva delle sollecitazioni assicura, in ogni sistema dotato di moto soggetto a sollecitazioni di varia natura ed entità (peso, forza propulsiva, eventuali forze esterne), la necessaria resistenza con una razionale distribuzione delle stesse all’interno di un “telaio–struttura“ dotato di punti più o meno resistenti. * La funzione d’ammortizzamento. Qualsiasi sistema mobile deve essere dotato di un efficace apparato d’ammortizzamento delle sollecitazioni in grado di garantire l’integrità degli elementi costituenti il sistema, e di assicurare e favorire la regolarità della propulsione.
Notiamo, così, che la funzione propulsiva esplica la sua azione sul piano sagittale, dove prevale il momento dinamico e predominano gli spostamenti del baricentro nel senso antero-posteriore (deambulazione).

E' su questo piano, infatti, che si sviluppano le ampie escursioni articolari, sotto la spinta propulsiva di voluminose masse muscolari; escursioni articolari favorite dalla disposizione sagittale degli apparati di moto e dalla asimmetrica disposizione, tra parte posteriore e parte anteriore, delle masse muscolari e dalla diversa funzione a cui esse sono deputate. L'asimmetrica costruzione della struttura umana sul piano sagittale, che favorisce il dinamismo, contrasta con la costruzione simmetrica sul piano frontale che fa riferimento alla posizione centrale della colonna, la quale costituisce la base strutturale dell'equilibrazione.
Ciò è particolarmente evidente se si osserva la simmetrica disposizione dei gruppi muscolari, sia posteriormente sia anteriormente, nei due emilati destro e sinistro del corpo.

Nel Taiji la parte posteriore del corpo è considerata Yang; la sua solidità garantisce stabilità ed erezione alla colonna vertebrale e fa da complemento alla necessaria flessibilità della parte anteriore considerata Yin. Le due parti sono come le due metà del simbolo del Taiji che si inseguono l’un l’altra dando origine al movimento.
La visione di profilo mette in evidenza una differente distribuzione delle masse muscolari secondo una traiettoria sinusoidale. Se non si rispetta questo rapporto, come succede nelle moderne palestre dove si rende Yang la parte anteriore ipertrofizzando i muscoli del torace, la funzione dinamica, che nasce dal gioco contrapposto dei rispettivi sistemi muscolari, viene assai penalizzata.
E’ come voler far funzionare una pila con due poli positivi. Il movimento, sia esso di elettroni, di un sistema meccanico o biologico, nasce solo quando c’è differenza di potenziale, mentre l’equilibrio, al contrario, richiede equipotenzialità sia di forze (muscoli) sia di strutture (lo scheletro); il corpo umano risponde appieno a queste caratteristiche. Il sistema muscolare e scheletrico, infatti, è perfettamente simmetrico: un pettorale a sinistra, uno a destra, un deltoide a destra e uno a sinistra, e così di seguito in un bilanciamento continuo sia di forme sia di funzioni. La funzione direzionale si esplica preferibilmente sul piano orizzontale, dove predominano rotazioni e torsioni. L'organizzazione muscolare che agisce su questo piano, caratterizzata dalla disposizione obliqua delle fibre, è costituita per svolgere funzioni direzionali, orientando la struttura uomo nello spazio.

“…Il cambiamento di direzione è sempre guidato da rotazioni che, nel caso in cui partano dalla colonna, si trasmettono al cingolo scapolare e pelvico e, da questi, alle estremità degli arti”.

Sintetizzando possiamo dire che la simmetria prevale sul piano frontale, mentre sul sagittale prevale l'asimmetria. Così questa specializzazione funzionale favorisce, contemporaneamente, sia la statica sia la dinamica:
La simmetria per la statica e la stabilità
L'asimmetria per la dinamica ed il movimento.
Sul piano sagittale prevalgono gli eventi dinamici, mentre sul piano frontale prevalgono quelli statici. Le varie funzioni sono interconnesse, e infatti l'equilibrazione costituisce la base per un’efficiente azione propulsiva perché da stabilità all'intera struttura corporea: allo stesso modo la dinamica rotatoria, funzionale al processo direzionale, è strettamente relata ai processi di propulsione ed equilibrazione.

 

Parte Prima Il sistema mobile umano

Parte Seconda La visione della tartaruga

Parte Terza   Le linee di forza

Parte Quarta La Visione Sistemica

Parte Quinta Lo Yin e lo Yang nell'Arte Marziale