Peng Yin rappresenta l’aspetto intimo, introspettivo e ricettivo del movimento. Può essere definito come forza di ascolto del proprio corpo nonché di quello dell’avversario, derivante dalla conoscenza di se stessi e del proprio interno nonché dalla interiorizzazione dell’origine del movimento. Esso è direttamente in relazione al sistema neuro sensoriale nello sviluppo della capacità propriocettiva; qualità, che si origina nella fittissima rete di “sensori” situati nei tendini, nei legamenti e nei muscoli del corpo umano quali indicatori preposti al controllo costante della posizione del corpo nello spazio. Oltre allo sviluppo dei sensi normalmente conosciuti, il senso propriocettivo supera i comuni canali di percezione per presentarci una nuova dimensione di percezione e sensibilità corporea, emozionale e di variazione dei nostri stati mentali. La comprensione unita alla consapevolezza di questa qualità di Peng porta, inoltre, ad una migliore interpretazione del linguaggio dei classici, in particolare per espressioni quali “essere più leggeri di una piuma”, “nemmeno una foglia si può appoggiare”, “essere un attimo prima dell’avversario”, etc.
Peng Yang si sviluppa invece in relazione al sistema neuromuscolare. Esso riguarda l’aspetto attivo del movimento, l’opposizione della struttura che segue alla prima fase di ascolto. Solo dopo aver accolto l’energia dell’avversario è, infatti, possibile restituirla aggiungendo a quanto raccolto la propria parte per rendere il movimento efficace. Peng è caratterizzato da una sorta di tensione interna onnipresente nei movimenti ed assimilabile ad una sfera energetica, che avvolgendo e comprendendo l’arco delle braccia, si espande all’esterno creando un percorso circolare attorno al quale il movimento si sviluppa. La forza e l’efficacia di Peng non sono il risultato della forza muscolare ma derivano dall’elasticità creata internamente fra muscoli rilassati, tendini e legamenti ed una forza interna che proviene direttamente dalla sorgente del Tan Tien e si trasmette fluida e priva di attriti lungo linee di forza abilmente e pazientemente “scavate”. E’ una forza attiva derivante dal lavoro in sinergia della struttura.

Esecuzione Peng (destro)
Il braccio destro sale dalle anche con un movimento curvilineo fino quasi all’altezza della spalla, palmo e avambraccio rivolti verso il petto e ad esso paralleli. Il gomito è leggermente flesso ed il polso leggermente piegato. Il braccio sinistro, con il palmo rivolto all’ingiù, è di fronte allo stomaco all’altezza del gomito destro. Esso bilancia la spinta in avanti dell’avambraccio destro. Gli arti sono internamente connessi e l’arco delle braccia si mantiene invariato nello sviluppo del movimento. Gambe in posizione Gong Bu. Le braccia sono arrotondate, quasi a sostenere un pallone, la palla di Qi, fra esse ed il corpo. Le spalle sono abbassate e attivamente sprofondate nella zona lombare. Le braccia sono sostenute dall’interno grazie alla rotazione dell’omero nella sua sede e sono connesse alla struttura come se il braccio fosse appoggiato sul bacino. I muscoli superficiali ne risultano rilassati. Peng è un movimento di difesa (parare un colpo che arriva frontalmente) cosi come di attacco. Come dice il Maestro Xu: “Ogni difesa è un attacco”.

Cancelli Peng è il cancello riscontrabile in pressoché tutti i movimenti del Taiji: forma, Qi Gong e Tui Shou. Inteso come tensione energetica interna, potenzialità, forza che si oppone, cedendo inizialmente per assorbire la forza dell’avversario e mantenere una sorta di sfera cuscinetto, involucro espanso in tutte le sei principali direzioni, rappresenta lo stato potenziale, caratteristica prima per un movimento efficace e naturale. Nello specifico Peng è il primo movimento delle serie “accarezzare la coda del passero” (sequenza Peng-Lu-Ji-An) presente numerose volte nell’arco di tutta la forma, sia nella sua versione semplificata di raccordo che nella sua versione integrale. Nell’analisi verranno evidenziati solo i principali cancelli presenti nei movimenti, considerando che ogni movimento può contenere più o anche tutti i cancelli in misura diversa. Inoltre, le numerose applicazioni che possono essere effettuate dei movimenti della forma conducono ad una diversità nell’analisi dei movimenti dovuta, a seconda delle situazioni alla prevalenza di alcuni cancelli rispetto ad altri.

Linee di forza Peng (destra)
Il movimento è circolare e la spinta proviene dal piede posteriore. Il movimento si trasmette ad onda dal piede all’anca, al sacro, alla colonna vertebrale e alla spalla fino a giungere al braccio. Le principali linee di forza coinvolte sono: braccio-gamba in avanti; braccio anteriore-gamba posteriore; Zhong Ding; arco gambe; arco braccia
Anca destra posteriore rimane “aperta” e “abbandonata” nella sua sede nell’arco dello sviluppo del movimento in quanto deve permettere la trasmissione della forza piede-braccio. Nell’esecuzione il peso viene progressivamente trasferito dal piede destro al piede sinistro (rimane intesa la regola del 33% e cioè la componente del peso rimane, come prosecuzione dell’area dello Zhong Ding, al centro dell’area del poligono formato dai piedi; lo spostamento avviene nell’ambito del rimanente 33%; ciò significa che il 33% si aggiunge rispettivamente e progressivamente alla parte protesa in avanti o indietro del corpo). L’asse di rotazione è sempre lungo la colonna vertebrale, lungo la linea virtuale dello Zhong Ding; le varie componenti corporee, muscoli, tendini, legamenti, con l’energia e l’intenzione si raccolgono e concentrano al centro lungo un’asse risultato dell’interazione tra muscoli paravertebrali profondi, legamenti laterali della colonna e struttura osteo-articolare. Il braccio davanti allo stomaco è allineato sulla linea centrale, di equilibrio fisico, energetico e mentale dello Zhong Ding.
Zhou (rotazione prima spinta a destra)

 

 

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