E’ anche simbolo del mondo celeste, opposto al serpente, simbolo del mondo terrestre I movimenti sono curvilinei, devono essere leggeri, lenti, circolari e concatenati senza mai interruzioni come un cerchio senza inizio né fine.

Parata (Peng sinistro); Parata (Peng destro) Tirare indietro ruotando (Lu) Premere avanti (Ji) Spingere (An) Passaggio: versione di Lu con prevalenza componente tirare verso sinistra per poi spingere lateralmente a destra. Movimento si sviluppa lungo cerchio su piano orizzontale altezza vertebra T11/T12.
Frusta semplice (Danbian): piccolo Lie e piccolo Cai
Sollevare la mani (Tishou Shangshi): Tirare in basso (Lie); Parare (Peng come tensione) che si può trasformare in Zhou
Colpo di spalla (Kao)
Airone Bianco spiega le ali (Bai-e liang chi):

Lie (direzione alto-basso); Zhou
Spazzolare il ginocchio (Li xi ao bu): Zhou nascosto; Lie
Suonare il Pipa (Shou Hui pipa); Cai, Tirare verso il basso
Avanzare con il piede e colpire con i pugni (Jin ban lan chui): Lie
Spingere: An
Passaggio. Zhou
Chiusura apparente; Zhou, Ji



Lu è tradotto come ritirarsi ruotando, tirare indietro. E’ un movimento che assorbe, ricettivo e rappresentato per questo da Kun, la terra, a nord. Lu è rappresentato da 3 linee Yin. Esso è Yin, cedevole nelle gambe, nel tronco e nelle braccia. Il corpo e la struttura si ritraggono per accogliere l’energia dell’avversario. Nel rispetto della legge universale dello Yin e dello Yang l’apparente “ morbidezza” estrema del movimento nasconde la forza/tensione di una molla che si carica pronta ad essere rilasciata.

Ji, è tradotto come premere ed è rappresentato da Kan, acqua, a Ovest. Esso è raffigurato da 2 linee Yin all’esterno e 1 linea Yang all’interno. Gambe e braccia sono morbide all’esterno cosi come l’acqua apparentemente cedevole e plasmabile, nasconde al suo interno la durezza, la forza e la determinazione interna (il tronco è solido e forte). Ji si sviluppa in sequenza a Lu quale fase attiva di rilascio dopo l’assorbimento.

An è spingere, rappresentato da Li, il fuoco ed est. Esso è rappresentato da 2 linee Yang all’esterno ed 1 linea Yin all’interno. Come il fuoco apparentemente forte ma con un essenza “morbida”, anche braccia e gambe sono forti mentre busto ed interno sono Yin. An è il movimento che, dopo aver raccolto la forza dell’avversario, la convoglia verso il basso per poi spingerla sollevandola in avanti e verso l’alto lungo un percorso circolare. Cai, tirare in basso è rappresentato da Xun, il vento a sud-ovest. 1° linea Yin corrispondente a gambe morbide e mobili e 2° e 3° linea Yang per tronco e braccia solidi. Tutto il corpo partecipa al movimento verso il basso senza mai perdere l’ancoraggio e la connessione al suolo. Mentre una parte del corpo tira in avanti, la parte posteriore si ancora e sprofonda a terra in senso opposto con forza uguale e contraria.
Lie, separare, dividere, è rappresentato da Zhen, il tuono a nord-est. 1° linea Yang corrispondente a gambe solide le gambe e 2° e 3° linea Yin corrispondenti a braccia e tronco mobili.

Le due metà del corpo si muovono in opposizione sviluppando la potente qualità di apertura e chiusura. Zhou, colpo di gomito, è rappresentato da Tui, il lago, a sud-est. Prime 2 linee Yang (stabili gambe e busto) e 3° linea Yin corrispondente a braccia estremamente mobili. Kao, colpo di spalla, meglio da interpretare con colpire con il corpo, è rappresentato da Ken, la montagna a nord ovest. Rappresentato dalle prime 2 linee Yin corrispondenti a gambe e busto, presenta forza ed una 3° linea Yang con braccia forti e stabili come una montagna dura in superficie ma cava al suo interno.

ESECUZIONE
Le dinamiche fondamentali e i principi di postura per un vero movimento Taiji, caratterizzano con maggiore o minore rilevanza tutti gli otto Cancelli. Questi verranno evidenziati nel corso dell’analisi dei singoli movimenti e per evitare la loro ripetizione potranno comparire in una singola spiegazione. Questo espediente sottintende comunque la loro generale validità e costante presenza.

Lu (destro)
Le braccia si raccolgono tirando all’indietro mentre il palmo della mano sinistra è rivolto in basso e il palmo della mano destra verso l’alto. Con Lu si cede alla forza dell’avversario, raccogliendola. Tutto il corpo partecipa al movimento con una torsione che, partendo dalla vita e dalle anche, porta a trasferire progressivamente il peso verso la gamba posteriore. Il raccogliere ed assorbire la forza nelle anche e nei piedi per mezzo di questo movimento torsivo, determina il movimento delle braccia. Il cambiamento di direzione del braccio, che invece di avanzare si ritira ruotando, deve essere continuo e circolare come a descrivere un otto.

Ji (destro)
A seguito di un movimento rotatorio in avanti dell’anca, inverso rispetto alla precedente tecnica, le mani tornano al petto sovrapponendosi con il taglio della mano destra appoggiato sul polso della sinistra. Il tronco si gira ed il peso torna in avanti. Le braccia esercitano una pressione in avanti facendo partire il movimento dalla vita e dalle gambe. La forza parte dal piede, è controllata dalla vita e canalizzata nella spina dorsale secondo un percorso “ad onda”, per materializzarsi infine nelle braccia e nelle mani. L’avambraccio destro viene premuto in avanti mentre il palmo sinistro preme sul polso destro per aumentare la potenza. Con Ji la spinta, che si manifesta nelle braccia, viene moltiplicata dalla loro azione congiunta. E’ l’unione di Yin e Yang (dorso di una mano e palmo dell’altra) che si fondono e si supportano a vicenda.

An
Le mani posizionate di fronte al petto si aprono verso l’esterno come per liberarsi da una presa, la mano sinistra passa sopra la destra. Questo movimento è originato dall’apertura e dalla sprofondamento delle anche e della zona lombare. Esse tornano poi verso il petto e con i palmi rivolti in avanti verso l’esterno, spingono secondo una linea curva in avanti dal basso verso l’alto. Il corpo tira inizialmente indietro “sedendosi” sulla gamba destra per spostarsi durante il movimento sulla gamba anteriore. Il movimento di spinta parte dalla vita e dal piede per trasferirsi alle mani. La spinta da queste esercitata non è equamente distribuita, prevale bensì sulla mano avanzata.
An accoglie inizialmente la pressione dell’avversario sulle nostre braccia, la vanifica allargando gli arti e permettendo all’avversario di entrare. All’apertura si sussegue una chiusura che assorbendo la forza dell’avversario, gli fa trovare una sensazione di vuoto interrompendo il flusso della sua forza. Da questa posizione arretrata la spinta a spirale dai piedi ci permette di agire sul suo “vuoto”, per spingere su entrambe le braccia. La spinta proveniente dall’arco dorsale si trasferisce agli omeri connessi alla struttura per mezzo del loro avvolgimento a spirale verso l’interno nella cavità glenoidea. I gomiti ne risultano pesanti, ancorati al tronco e forti, in grado di trasmettere la forza. Nella struttura dell’ ”insieme funzionale braccio” è quindi l’avambraccio il principale responsabile della connessione e dell’ancoraggio mentre urna e radio trasmettono il movimento anch’essi secondo un percorso a spirale.

Lie
Dalla posizione avvitata es. sulla gamba sinistra con braccio destro sotto e braccio sinistro sopra come a sorreggere la palla di Qi, fare avanzare la gamba destra assumendo la posizione Gong Bu sul lato destro. Aprire e sollevare obliquamente il braccio destro fino all’altezza della fronte palmo, rivolto in alto come a sostenere un vassoio, abbassando e facendo arretrare appena il braccio sinistro vicino alla gamba palmo in basso. Questa tecnica è Lie, o separare, dividere.
Con Lie si divide l’avversario tirandolo da una parte e spingendolo dall’altra o bloccandolo con le gambe e squilibrandolo con le braccia ed il tronco.
In Lie agiscono due forze contrapposte che si originano dalla base delle struttura – anche e bacino, gambe e piedi – per esprimersi a livello delle braccia in un’apertura atta a dividere, separare appunto. Le braccia conservano il loro naturale arco, braccio destro che si avvolge dinamicamente a spirale a partire dall’omero e braccio sinistro ad arco, che para (Peng) in basso. Questa conformazione generata dall’interno permette la trasmissione della forza e conferisce gli arti una stabilità simile a quella di una stoffa avvolta su se stessa e per questo resistente nella sua struttura interna e pronta ad essere rilasciata.
E’ l’integrazione fra l’avvolgimento muscolare in un senso e la struttura ossea nell’altro a generare la potenza e la stabilità dinamiche del movimento. Tutta la zona del tronco partecipa attivamente al movimento amplificato dalle braccia.
Lie è un’efficacissima tecnica per lo sviluppo della qualità di apertura e chiusura del Taiji sia in senso energetico (mobilità del tronco e relativa circolazione del Qi) sia in senso marziale come forza che preme in apertura-chiusura ed in diagonale.
“La spinta in avanti di un braccio (apertura) è controbilanciata dalla spinta indietro dell’altro (chiusura). Il bilanciamento non riguarda solo le braccia ma coinvolge tutte le parti strutturali lungo le principali linee di forza del corpo in un processo equilibrante che ci permette di essere sempre bilanciati”

Cai
Dalla posizione precedente in Lie (es. “Dividere la criniera del cavallo selvaggio”) arretrare la gamba anteriore (es. destra) per assumere la posizione vuota Xu Bu toccando terra solo con la punta del piede. Si mantengono gamba e piede destro davanti a noi con il palmo sinistro vicino al gomito destro. Le braccia tirano, si estendono abbassandosi verso la terra. Nelle applicazioni questa tecnica può assomigliare a Lu con la differenza che in Lu si cede alla forza dell’avversario mentre in Cai si aggiunge alla sua la nostra forza.
Come nell’esercizio per acquisire questa tecnica (ed il Jing da essa risultante) bisogna visualizzare (processo mentale per la finalizzazione del gesto) l’atto di staccare delle foglie da un ramo tirandole verso il basso, allo stesso modo Cai è il movimento di estensione verso il basso che coinvolge tutto il corpo. Non è il braccio a compiere il movimento, bensì un arto connesso ed integrato alla struttura che “tira” partendo dai piedi. Mentre un braccio si solleva, l’altro tira/estende verso il basso descrivendo un cerchio risultante dalla componente delle forza verso il basso ed indietro verso di noi.

Zhou
Zhou è il colpo di gomito prevalentemente effettuato con l’avambraccio piegato ed il gomito pronto a colpire. Dopo aver premuto i piedi al suolo, usando il piede come perno “si proietta” il corpo in avanti, indietro o nella direzione desiderata impiegando il gomito come punto di contatto. La forza tre origine dal piede, è controllata dalla vita e si manifesta nel gomito. “Zhou è come la palude che lo rappresenta, è improvviso, pericoloso ed infido”. Nella forma 108 da noi sino ad oggi praticata ed ancor più nella forma 24, le sequenze sono state semplificate e la presenza di questo movimento mascherata e posta in secondo piano. In realtà Zhou si ritrova nello sviluppo della forma in numerosi punti spesso integrato in altre sequenze.

Kao
Questo movimento, anch’esso riscontrabile in numerose sequenze della forma come parte integrante o naturale prosecuzione delle stesse, è simile nello sviluppo a Zhou, salvo il fatto che il punto di contatto è la spalla invece del gomito. In realtà la definizione più appropriata di questo movimento è “colpo con tutto il corpo”. L’impatto, infatti, avviene a seconda delle applicazioni di spalla cosi come con tutto il corpo. In ogni caso è la forza di tutta la struttura a generare e determinare la portata e l’efficacia dell’azione; è tutta la fascia laterale del corpo che ruota attorno allo Zhong Ding ad assestare il colpo. L’analisi effettuata è stata di tipo statico. L’evoluzione degli 8 cancelli in senso dinamico conduce all’analisi dei cosiddetti Jing, letteralmente Forze, che si sviluppano nell’espressione dei cancelli dalla trasformazione della forza interna nel movimento Peng Jing è il più importante tra gli 8 Jing. Esso deve essere presente in tutti i punti ed in ogni momento nell’arco del movimento.
Sviluppandosi ogni movimento mai in senso lineare, ma nell’evoluzione di una curva, espressione di un cerchio interno, Peng Jing è la forza che accoglie e protegge sostenendo nello stesso momento dall’ interno. Esso rappresenta la tensione interna (mai intesa come contrazione, bensi come stato potenziale), espressione di una struttura connessa che rende il movimento leggero, fluido, economico ed il corpo sempre pronto a finalizzare o modificare il gesto.

 

 

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