Lu
Questo cancello si ritrova solitamente come evoluzione del movimento da Peng.
Si sviluppa come prosecuzione e prolungamento dell’azione di rotazione dell’anca in apertura, per poi chiudere tirando e raccogliendo le braccia verso l’addome e verso il basso a partire dall’omero. Il movimento si genera come risultante della componente della forza in torsione e verso il basso. La dinamica di Lu è completata dall’azione dell’anca posteriore, che si carica come una molla trasferendo la forza dall’arco superiore e dorsale lungo il percorso bacino-anca-ginocchio (allineato sulla perpendicolare del piede) fino al piede. Il braccio posteriore segue questa dinamica e descrive un cerchio dall’alto verso il basso, da avanti verso dietro per preparare il movimento successivo.
Le principali linee di forza coinvolte sono: arco dorsale; arco braccio-gamba posteriori; arco braccio anteriore-gamba posteriore.

Ji
Il movimento si sviluppa lungo un percorso circolare e a spirale che, partendo dal retro del tallone, trasferisce la forza alle braccia. La spinta dal piede, derivante dalla forza accumulata durante il precedente movimento, viene rilasciata come in una molla che, svincolata, libera la propria energia. Il rilascio della forza interna avviene sotto il controllo vigile della volontà cosciente. La spinta si trasferisce alla struttura e per mezzo del femore alle anche, che aperte e mobili nella loro sede, permettono la trasmissione alla zona dorsale, vertebre lombari prima e dorsali poi sino a sotto le scapole per raggiungere la linea mediana delle braccia. L’inversione del movimento di rotazione della vita attorno al fulcro dell’osso sacro nella sua prosecuzione nella colonna è continuo e circolare come a descrivere un otto.
La spinta in avanti della braccia apparentemente ad esse limitata si origina quindi in realtà dai piedi e da una struttura allineata ed armoniosa in cui la forza scorre senza attriti come risultante di componenti che agiscono integrate ed in modo globale.
Principali linee di forza coinvolte: Piede posteriore-mano anteriore; arco braccia; piede-mano posteriori.
Posizione gambe: Gong Bu; anca posteriore “aperta ed abbandonata” nella sua sede per permettere la trasmissione piede-braccio

An
Il percorso di forza maggiormente coinvolto in questa tecnica è l’arco dorsale.
Le braccia e le gambe seguono ed assecondano lo svolgimento lungo l’arco, che partendo dal collo scorre attraverso la colonna sino a giungere all’osso sacro. Questo, allungato verso il basso e rivolto in avanti, oltre a contribuire a “tendere l’arco dorsale” allungando e rafforzando il “dorso della tartaruga”, convoglia l’energia in avanti come a seguire la circonferenza del cerchio disposto sul piano sagittale del corpo umano. Ritirandosi verso il corpo l’energia viene risucchiata verso l’interno, dove per poter scorrere deve “trovare spazio” all’interno del corpo e potersi spalmare fino all’osso sacro.
Fra gli organi interni, i tessuti e la singole cellule deve crearsi, grazie all’espansione e all’apertura date dalla decontrazione e dall’ammorbidimento dei tessuti, uno spazio all’interno del quale forza, Qi e respiro possano circolare. In questo modo tutto il corpo diviene flessibile ed elastico, in grado di far scorrere, accumulare e rilasciare energia e tutto l’essere respira in uno scambio fisico ed energetico con l’ambiente.
La forza dell’avversario partendo dalle braccia viene “risucchiata” e convogliata in questo cerchio, condotto in basso lungo l’arco dorsale per giungere alle anche e da qui ai piedi. Per effetto dello sprofondamento e della forza di azione e reazione fra forza discendente del corpo e reazione uguale e contraria da terra, la forza risale dal basso e si convoglia nelle braccia lungo la componente delle forze risultante dalla spinta in avanti ed in alto.

Cai
Il percorso di forza principale di questo movimento è quello che si sviluppa lungo l’arco dorsale coinvolgendo direttamente l’arco delle braccia. La forza generata dal bacino, si trasferisce ai piedi e da questi al dorso. La colonna vertebrale tesa come un arco è forte, allungata ed allineata. Solo in questa condizione la forza si può spalmare per essere trasmessa lungo la colonna tra sacro e collo e toccare le “tre chiavi di controllo” disposte lungo la struttura portante del nostro corpo: C7 (settima vertebra cervicale), T11 (undicesima vertebra dorsale) e osso sacro. Attraverso questi snodi la forza si articola e viene trasferita supportata da quelli che vengono definiti i due poteri del corpo: potere del collo – Ding Jing – e potere della vita – Dong Jing – . La stabilità e la finezza del movimento da questi derivanti rendono la trasmissione della forza alle braccia efficace e potente. Per quanto riguarda la connessione dorso – spalle – omero e braccia vale quanto precedentemente descritto.

Lie
L’origine di questa forza che separa fa riferimento alle anche e alla zona lombare che aprendosi ed allargandosi (rotazione in avanti ed in contrapposizione a partire dalle creste iliache) generano questo tipo di impulso. Non si tratta in questo caso “semplicemente” di rilassare ed aprire le anche e permettere il passaggio dell’energia nel complesso ed articolato sistema di cui fanno parte, bensì di generare un movimento di apertura in contrapposizione e di schiacciamento verso il basso. La contrapposizione si verifica non solo fra un’anca, un lato del bacino e l’altro ma anche tra le singole anche, i femori e la struttura che li avvolge (anca interna ed anca esterna) che lavorando in contrapposizione, avvolgimento a spirale destrogiro l’una e sinistrogiro l’altra, generano stabilità ed una potente forza a spirale centrifuga, che si sviluppa come espressione dell’intera struttura. La forza è inoltre generata dal piano diagonale del tronco e della struttura come contrapposizione anca-spalla. Il movimento si svolge lungo la circonferenza del cerchio che attraversa l’anca, il tronco e la spalla e discende dal dorso e dall’anca ed è responsabile, tra le altre, del movimento di apertura e chiusura lungo l’asse diagonale della parte superiore del corpo.
Questa dinamica profonda che coinvolge armoniosamente e sinergicamente tutti gli elementi della struttura è la sorgente originaria del movimento. Gli arti, come se fossero le dita di una mano, convogliano, dirigono e finalizzano il gesto. La dinamica del movimento coinvolge una struttura osteo-articolare-legamentosa armonizzata ed in sinergia con un sistema muscolo-tendineo attivo soprattutto nelle sue componenti profonde. Le principali linee di forza coinvolte sono: arco delle braccia; arco gamba-braccio opposti; arco delle gambe.

Zhou
Zhou sviluppa prevalentemente la linea di forza laterale tra gamba e braccio. L’avvitamento dal piede trasferisce a spirale la forza lungo questo percorso preferenziale di scorrimento dell’energia al femore, anca, osso sacro, colonna, scapola ed omero per convogliarla moltiplicata ed efficace al gomito. Il passaggio, infatti, attraverso le cosiddette “9 perle” – sfere funzionali e giunti biologici del corpo – strategicamente situati lungo gli archi portanti della struttura-uomo (gambe, colonna vertebrale e braccia), consente non solo il trasferimento del movimento lungo la struttura ma anche la moltiplicazione dell’energia lungo il percorso.
Come un moto viene accelerato nel suo scorrere sopra una sfera, allo stesso modo la forza “spinta” attraverso questi nodi ne risulta moltiplicata. Si rende cosi ancora più evidente l’importanza di creare una struttura verticalmente connessa, autoportante ed integrata in cui la forza possa fluire liberamente ed il movimento risulti naturale, fluido ed efficace.

Kao
Simile nello sviluppo al cancello precedente, in Kao, o colpo con tutto il corpo, particolare attenzione deve essere prestata allo spostamento della forza durante l’azione. E’, infatti, assolutamente fondamentale che la forza rimanga dinamicamente ancorata ed equilibrata al centro:
1. Nella dinamica dell’arco delle gambe il peso non deve spostarsi in avanti e proiettarsi verso l’avversario; al contrario l’equilibrio e la forza peso devono rimanere nelle linea centrale dello Zhong Ding per garantire la stabilità e la reversibilità del gesto. E’ la forza di rotazione sull’asse centrale unita al potere della linea di forza laterale del corpo a determinare l’efficacia del movimento;
2. La forza non deve spostarsi verso l’alto concentrandosi nella zona della spalla; essa deve al contrario rimanere nella zona lombare, sacrale e del bacino per garantire lo sprofondamento nelle anche e a terra e la forza da ciò risultante.
Le linee di forza direttamente coinvolte sono: linea laterale gamba-braccio; Zhong Ding e linea braccio anteriore-gamba posteriore.

 

 

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