Nel Rito n.2 ORATION abbiamo iniziato a parlare della importanza di un abbraccio. Lo scrittore Alberto Manguel (su La Repubblica del 10 febbraio), parlando del suo ultimo libro, "Alla ricerca degli abbracci perduti", ha evidenziato un aspetto assai interessante. Secondo la MTC il gesto dell'Abbraccio aiuta il fegato e tutto quel che è connesso, la primavera, il verde della bile, la collera, la azione inespressa... Nel Bagua Zhang abbiamo incontrato un bellissimo gesto chiamato: "Abbracciare la luna nel petto". Per non dire della filosofia dell'abbraccio nel tango.

Alberto Manguel è uno scrittore argentino


Quel che sto per dire vi sembrerà assurdo, ne sono sicuro, quando mi passò nella mente lo ripudiai  come assurdo, paradossale e deficiente. Pensare infatti che il GIOCO costituisca il seme di una nuova Rivoluzione mentale degna di Darwin, e che quindi sia oggi l'unica chiave della SOPRAVVIVENZA di tutto il genere umano, ditemi se non appare effettivamente una cazzata.



Non c'è cosa più seria e salutare del GIOCO, che non è un gratta e vinci, non è fare a chi è più bravo o stare in poltrona a stancarsi vedendo qualcuno che corre in TV.
Ogni gioco ha le sue regole, favorisce immedesimazione, ideazione, comunicazione non verbale, immaginazione consapevolezza...
Tutto quel che manca ormai a noi Adulti. È infatti paradossale come i bimbi e i giovani di oggi siano più maturi e umani di noi. Purtroppo questa è la verità.

Come può un bimbo apprendere altrimenti come è fatto il suo corpo e come si muove?  Disegnare una mappa a terra, poi gettare un sasso nel quadrato, restare in equilibrio su un piede, e tutto ciò con divertimento. Una capriola non si può spiegare a parole.
Non c'è altro modo per riconoscere come le emozioni si rappresentano attraverso il corpo.  Raggiungere un sasso, piegarsi, raccoglierlo... sfido voi adulti ad avere cotanto equilibrio.

Un due tre... il gioco è sempre quello e a rappresentarlo c'è il più classico dei giochi, lo chiamano tris, mulino...
conosciuto in tutto il mondo, e forse già ci giocavano nel paleolitico.
Basta qualche sasso e un disegno a due croci, vince chi ne mette tre in fila.
Eppure è un gioco che allena la mente, stimola ragionamento e ideazione.

L ’esperienza del gioco con i genitori diventa un’occasione per costruire intimità.
Bastano due carte, prendine una, toh un serpente, io prendo la carta dell'oggetto, oh guarda, una bicicletta! Che ci fa un serpente in bicicletta? Come fa?
Questa tecnica è di Gianni Rodari, si uniscono due idee a caso e vediamo cosa esce.
Non preoccupatevi, la fantasia dei bambini è inesauribile.