Inseriamo volutamente  l’Educazione alla Salute nella categoria dedicata a Le Arti. L'Educazione infatti, dal latino "e-ducere", cioè "tirare fuori", è il ponte perfetto tra Scienza e Pratica.

Ma attenzione, costruire un ponte è talmente difficile che colui che era in grado di farlo veniva un tempo chiamato "Pontefice".
Medici, farmacisti, insegnanti, genitori, hanno tra le loro mani una opportunità stupenda: comunicare Salute. E questa è Arte.

“L’uomo saggio del 2000 dovrà saper fare tre cose:
rammendare i pedalini,
fare le radici quadrate a memoria,
raccontare le barzellette.”

 

"Caro Platone, dimmi: a cosa servono tutte le tue  belle teorie universalistiche se poi non sappiamo come metterle in Pratica?" Firmato: tuo Aristotele 

Abbiamo ridotto Il pensiero di  Aristotele sulla Salute a tre pagine, un tantino ambizioso. Per fortuna chi scrive e è un farmacista per il quale la filosofia è solo una lontana reminiscenza liceale e spera nelle correzioni.di veri filosofi, perché quel che dice Aristotele è di una modernità sconfortante.

 

La parte del corpo non si cura se non in funzione dell’intero del corpo, e il corpo non si cura senza l’anima, ossia l’intero dell’uomo”. 

 

L’uomo se desidera essere in salute deve essere ‘filosofo’, cioè amare il sapere, desiderarlo, anche se mai potrà possederlo."

Pitagora di Samo visse un secolo prima di Ippocrate, pose i fondamenti di una visione olistica della salute dove “Al centro c’è l’Uomo”. Nacque attorno al 570 a.C. e, secondo Diogene Laerzio, “abbandonò la sua patria, l’isola di Samo, e fu iniziato ai riti misterici sia greci che barbari”. Soggiornò per molti anni in Egitto, poi fu in Persia, qualcuno lo dice in India. 

 

“In principio fu il Verbo”. Poi avvenne una vibrazione che dette origine al Tutto. Forse è solo una coincidenza, ma il termine ’verbo’ ricorda quello di ‘vibrazione’.

 

“Gli opposti sono tra loro in un equilibrio dinamico, non statico, che si evolve nelle tre dimensioni dello spazio.”

Durante lo studio dedicato alla Spilla del Farmacista ci siamo trovati da Eraclito con il suo Logos Indiviso; è stato giocoforza riprendere in mano il Tao Te Ching, il testo di Lao Tzu, vissuto nel V secolo a.C. in Cina.