Con l'arrivo di Covid ho perso la Bussola.
Non scherzo. Da una decina di anni ogni settimana andavo a trovare gli amici ospiti del Centro Diurno ASL di Ferentino, prima come istruttore di Tai Ji salute, poi come Arteterapeuta (volontario), infine come amico ospite mezzo matto.
Il nostro slogan era: "« A noi nessuno può dirci che ci dobbiamo ricoverare, siamo già ricoverati.»


Sto rientrando al mio paese, in auto, con Schubert alla radio e mascherina sotto al mento.
Il mio paese, benché devastato dal cemento nel quarantennio consumista, mi accoglie ancora con castagni e querce secolari, è come rituffarsi in una placenta.
Dopo una vita di lavoro itinerante, sto per entrare nel mio lockdown da pensionato. La musica di Shubert mi porta in un altrove di fantasie e problemi. Ecco, io torno in paese mentre mio figlio sta atterrando a Londra per un tirocinio triennale, e poi chissà... In tempi di Covid un padre può anche essere un tantino preoccupato, ma vabbé, "ognuno deve poter inseguire il suo Sogno, la sua Via".
Ho come uno sdoppiamento di realtà, da una parte passeggio tranquillamente nel bosco col colore del tramonto che filtra tra gli alberi, dall'altra trovo assordante il traffico al centro e in metropolitana mi manca l'aria, non sopporto la mascherina. Mi chiedo quale di queste due realtà sia la mia.

 
Covid ci ha dimostrato palesi contraddizioni del nostro vivere civile, ora non possiamo più far finta di niente.
È strano. Si dice: «La "Crescita" viene dal riconoscere gli errori e tentare di correggerli», mentre se ora esprimo qualche dubbio divento subito negazionista.
Si dice: «Evoluzione non significa fare meglio quel che già si sa fare, ma cercare di farlo in maniera diversa» mentre noi continuiamo ad affrontare i problemi sempre allo stesso modo come per una patologia da pensiero unico.

Le Cazzatelle di Oscar Brilli

Ma che cosa è 'sto cervello dell'Uomo? Quanti cervelli sono? Il cervello è un muscolo o un viscere?