Riderci su non significa sottovalutare un problema, anzi significa guardarlo in faccia, conoscerlo bene per poterlo sbeffeggiare. “Coraggio ce l'ho. È la Paura che mi frega.”
Cercare il bello in ogni cosa, anche nel brutto, guardarlo con distacco, perché c'è sempre il bello anche nel brutto - il bianco se c'è il nero - "cercare l'alba dentro l'imbrunire" non è cosa facile, abilità di comici e di saggi. ma è comunque un atteggiamento di Salute.
«Chi ci ride su è già mezzo guarito».  Ma attenzione: non c'è attività più complessa ed equivoca dell'ironia, chi non la possiede potrebbe pure offendersi, o crederti un NoCovid.  Cosa dice la scienza a riguardo? Vediamo perché ridere fa bene, e come.


Con l'arrivo di Covid ho perso la Bussola.
Non scherzo. Da una decina di anni ogni settimana andavo a trovare gli amici ospiti del Centro Diurno ASL di Ferentino, prima come istruttore di Tai Ji salute, poi come Arteterapeuta (volontario), infine come amico ospite mezzo matto.

Il nostro slogan era: "« A noi nessuno può dirci che ci dobbiamo ricoverare, siamo già ricoverati.»

 
Covid ci ha dimostrato palesi contraddizioni del nostro vivere civile, ora non possiamo più far finta di niente.
È strano. Si dice: «La "Crescita" viene dal riconoscere gli errori e tentare di correggerli», mentre se ora esprimo qualche dubbio divento subito negazionista.
Si dice: «Evoluzione non significa fare meglio quel che già si sa fare, ma cercare di farlo in maniera diversa» mentre noi continuiamo ad affrontare i problemi sempre allo stesso modo come per una patologia da pensiero unico.


RACCONTI DI RESILIENZA - UNA RUBRICA APERTA A TUTTI - INDICE DEI RACCONTI

Raccogliamo e pubblichiamo su questo gruppo i Racconti dei nostri utenti sul tema: "sulla Via di Guarigione".
Perché dare voce ad un'emozione, ad una passione, ad un sintomo, è già "un atto terapeutico". Lo sanno bene quei vecchi medici che ti chiedevano di fare la linguaccia e di dire 33. Per questo il primo compito di un operatore sanitario è l'ascolto. Ecco, questo è un modo moderno per ascoltare, parlare, condividere.
Scrivete quel che vi viene, come vi viene, disegnatelo, fatelo a scarabocchio.

Inviate in World/Jpeg a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. o su Messenger Farmacia Olistica.
Iniziativa in rete con Farmacia Cataldi Carcano, APS CantiereSalute, Centro Diurno La Bussola, a cura dei farmalibri

INDICE


Mi capita sempre più spesso, d'improvviso il ricordo sconfina nel mio spazio visivo e mi lascia senza fiato. Nei miei occhi appare L’urlo, il più celebre quadro di Munch.
E diventa un incubo, un precipitare nel vuoto senza possibilità di fermarsi. Vorrei gridare, urlare, ma la voce mi si blocca in gola.

Mi capita sempre più spesso, ormai anche di giorno. Ma io non mi fermo, continuo a camminare sull’orlo dell’abisso. Quell’immagine ora la rivedo ovunque, per strada, nello sguardo di tanti, troppi.


Annusai l’aria. Riconobbi l’odore, ogni cosa intorno mi era familiare. Non ero sola, di questo ero certa perché sentivo il loro respiro. Bisbigli sommessi, gridolini, colpi di tosse e qualche sonoro sternuto accompagnavano il mio buio.
Presi coraggio, feci un bel respiro, stiracchiai il mio esile corpo ben ancorato sulla sedia e tutto d’un fiato gridai: “Mi chiamo Stefania. Non so perché sono qui, non vedo nulla ma so che ci siete! Chi siete?”
Mi sembrò di aver zittito quei bisbigli, ma, al mio richiamo, nessuna voce forte e chiara, in realtà, fece eco.
Il nervoso mi salì in corpo.