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Il Nido delle Aquile consociate

A volte in natura accadono cose strane, la natura si capovolge, cambiano comportamenti di uomini e di animali. Per l’uomo non è cosa strana, la sua cifra, partendo da Ulisse, è il tradimento, “Come ti chiami?”, “Nessuno”, uno, nessuno e centomila. E’ strano però quando accade agli animali. Prendi l’aquila, bella, austera, vola in alto, solitaria. Tutti noi abbiamo desiderato da piccoli di vivere in ‘un nido d’aquila’, era un luogo comune e un modo di dire. Ora accade che la loro natura si sia capovolta. Ho appena saputo, da un giornale locale, che esiste un “Nido delle Aquile”. La notizia è interessante: le aquile si sono consociate tra loro per costruire un intero condominio. Tutte insieme.



Mi è sembrato di capire che son stufe di far le solitarie, perché il cielo è sempre più in tempesta, tra il traffico aereo, vapori pesticidi, fucili e mitragliette, non c’è più posto dove volare in pace. Nemmeno possono volare rasoterra, per via degli skilifps e delle funi elettriche. Hanno provato a nord, tra i ghiacci, ma lì fa proprio freddo, e anche le balene si lamentano, dicono che nel mare è peggio che stare in cielo, che qui tutto è un gran casino. Cosa dire poi per la preda, “a trovare uno scoiattoletto ce ne vuole, ci son certi posti che è meglio cercar cibo in un discarica”, anche se a ben guardare con la vista dell’aquila, tutto la terra somiglia ad una immondezzaio. Mi son chiesto cosa può vedere un’aquila quando si affaccia su Waal Streett. Forse una qualche ragione, mettendoci nei loro panni, cioè nelle loro piume, forse una ragione ce ce l’hanno. “ Ci siamo rotte e facciamo un condominio”.

La notizia del Nido delle Aquile è tanto interessante e ho il dubbio che non sia stata ben capita. Non credo che le aquile si siano consociate per fare un nido come, così è stato interpretato dalla stampa, una casa per anziani, o forse un centro di raccolta, come accade oggi per qualsiasi diversità. Penso che, dall’analisi dei fatti, e che testé vi ho spiegato, penso che ne scaturisca invece la netta richiesta delle aquile di avere un proprio spazio, una parte di cielo dove volare, per riempire i sogni dei ragazzi, e che magari fanno cassetto con i film e i fumetti. Lo deduco dalla richiesta, letta per caso su un web locale riguardo le aquile stesse, che pare abbiano richiesto i loro diritti a quattro case cinematografiche, a milletrecento video giochi, e non si sa a quanti spot della pubblicità. Perché loro, quando allargano le ali, si poggiano sul vento e vanno liete a giocare con l’aria, hanno il copyright, lo sanno fare solo loro. Come vedete ritengo questa notizia alquanto interessante.