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Il centro Diurno La Bussola (una congrega di matti) vince 3 Primi Premi al Concorso Letterario di Arcinazzo.
«Non è vero, ma (forse) ci credo»

Al 7° Concorso Letterario Altipiani di Arcinazzo, organizzato da Giovanna Grecco e dal Ristorante Silvana, giunto alla Settima Edizione, aumentando di anno in anno la sua autorevolezza nel panorama regionale della narrativa, è accaduto quest’anno un qualcosa che avrebbe dell’incredibile se non si stesse parlando di Arte. Il tema proposto quest’anno era dedicato alla magia: «Non è vero, ma (forse) ci credo».

Gli ospiti del Centro Diurno ASL FR “la Bussola” di Ferentino, autori vari e mezzi matti, hanno deciso di partecipare e hanno presentato 4 racconti: “La Verità di Rocco” di Terenzio Lamarra con Tonino Gentili, “La magia è della dipersé” di Manu e Angy, “Il profumo della neve” di Maria Celeste Azzurra e Michela Montini, “Il Cielo nella tua pancia” di Oscar Brilli.


Lo scopo dichiarato era una esperienza di arte-terapia (in collaborazione con CantiereSalute Onlus e GLobalArt, con la partecipazione della Farmacia Cataldi Carcano di Fiuggi); un lavoro di gruppo che conducesse alla pubblicaZione dei racconti all’interno di una raccolta dove non ci notasse affatto la differenza tra scrittori veri e malati mentali.
Tutti i racconti infatti erano contrassegnati solo da numeri e i membri della giuria non avevano altro che il testo puro e semplice in carattere calibri corpo 14 massimo 10 cartelle. Quando però la giuria ha espresso il suo verdetto, espresso in un voto e in una finale media matematica, ci si è trovati davanti a tre pari merito, e tra questi due racconti erano stato e scritti dagli ospiti el Centro La Bussola. il terzo vincitore, gdgdfgfdg con gffgsg, sembra abbia espresso l’intenzione di farsi ricoverare per migliorare maggiormente il suo stile.
Il racconto di Terenzio La Marra, “La Verità di Rocco”, registrato e trascritto aggiungendo solo virgole, punti e parentesi, ha anche vinto il Premio Speciale Publlico. L’altro primo premio è andato al racconto di Oscar Brilli: “Il Cielo nella tua pancia, ma le parole vere sporcano le dita”.

Questo incontro tra Letteratura, Arte e Malattia, in un mondo in cui si tende a ghettizzare il dolore, la paura e la morte, in cui la realtà diventa un effimero virtuale, dove si crede che non sia possibile un orizzonte di pace, dimostra come l’inclusione sia effettivamente possibile e come in ogni ogni favola, che è l’unica realtà scientificamente tangibile, ci sia sempre un lupo cattivo e un vissero felici e contenti. «È proprio vero (forse) ma io ci credo»