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Ah! Qui ci manca un Eraclito. In questa miserrima situazione in cui ci troviamo, in Italia, anzi è globale, ci vorrebbe un Eraclito. 

Come si sa la storia è tutto un riciclo, e ci fu un tempo in cui Efeso era di fatto assediata dal potere economico e militare della Persia. Carestia, disoccupazione, privilegi, corruzione… fatevene una ragione: non è un copyright esclusivo made in Italy, è accaduto sempre dove c’è denaro in abbondanza.

Perché Efeso era stata una città ricca, lo stesso Eraclito era figlio dell’alta borghesia, ma il desiderio espansivo di Re Dario, e in più una drammatica carestia, aveva ridotto Efeso alla miseria. Stava per cedere e diventare di fatto una colonia persiana. Che cosa fare? Un assemblea. Tutti al tempio a cercare insieme una soluzione almeno dignitosa.
La notizia si diffuse in un battibaleno: «Il Saggio #Eraclito parteciperà alla discussione». Era un tipo burbero e borioso, detto l’Oscuro’, ma ogni sua parola sarebbe stata una vera illuminazione.
Tutti gli efesini vollero partecipare, i padri portarono i loro figli affinché ascoltassero la Sapienza, tutti avevano una tavoletta di cera e punteruolo per farsi un selfie con la star del momento e mandarlo ai parenti nella lontana Grecia, gli anziani indossarono la tunica delle grandi occasioni, una grande bolgia, tutti aspettavano l’intervento di Eraclito.

Appena Eraclito salì sul palco fu assoluto silenzio. Parlava il Saggio detto l’Oscuro, ogni sua frase era un oracolo, un’intelligenza fuori dal comune sin dalla tenera età, ora sapeva guardare il futuro.
Tutti pendevano dalle sue labbra. Era un tipo basso che spariva nella sua tunica bianca e dietro una folta barba sempre bianca, sembrava una nuvola, aveva un pancione come un otre pieno di acqua, ma occhi neri, profondi e vispi. Lui guardò tutti uno ad uno e sembrava che stesse sempre sul punto di dire qualcosa. I cuori battevano forte e si sentiva come un ritmo indistinto di tamburi lontani. Eraclito infine prese un a coppa d’acqua, vi versò della farina d’orzo, aggiunse una pianta di menta, agitò con cura, lentamente. Lo bevve e se ne andò.

Immaginate ora un migliaio di persone in tunica bianca immobile con la bocca aperta dallo stupore. «Che cosa avrà voluto dire il saggio Eraclito che non ha detto?»
Per settimane non ci fu osteria o locanda che non sembrasse una pagina di facebook, i commenti prosperavano, anche di male parole, ma tutti proprio tutti avevano capito: «Eraclito ha detto senza dirla una sola parola : Frugalità».
E aveva ragione, era l’unico modo per vivere, l’alternativa infatti era morire di fame o diventare schiavi dei persiani. Purtroppo la ‘frugalità’ era una qualità che agli efesini mancava del tutto, chi se lo poteva permettere si riempiva di gadget, chi non aveva nemmeno una scodella di brodo non faceva altro che desiderare gadget.

Eppure, forse perché quella parola non era stata detta, penetrò pian piano nel cuore di tutti. Chi mangiava troppo iniziò a seguire una dieta morigerata e si sentì subito meglio, con le idee chiare e strategiche. Chi non aveva niente da mangiare ebbe la sua scodella di brodo e si sentì subito meglio pronto a combattere. Da quel momento il cibo non mancò più, l’assedio si fece sostenibile, sbocciò di nuovo la vera forza di una nazione: la concordia.
I persiani capirono, con Efeso era una battaglia persa, e ritirarono l’embargo. Re Dario invitò Eraclito a corte per fare delle belle chiacchierate mute. E tutti vissero felici e contenti fino alla successiva guerra.

Bilancia, Pestello e Mortaio CG1