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Chi è più sfigato di me? Muoio senza un funerale. Il mio funerale, l'unico di cui mai mi è importato. Ad ogni funerale ho sempre pianto la mia morte.
Non ditemi che anche voi non fate altrettanto. «Un morto non è un morto, è la Morte» diceva Jorge.
Ogni sera, prima di addormentarmi, al posto della preghierina, immagino la mia morte, in particolare mi diverte il mio funerale.

Mi piace vedere la faccia della gente, la qualità del loro dolore per la mia dipartita, i finti lamenti e le lacrime furtive. sgamare chi mi voleva bene veramente.
E invece eccomi qui a morire in quarantena, i miei figli sono lontani, i nipoti più lontani ancora, mi dispiace non poter sognare più con loro.

Il sogno sembra che sia un diritto ormai negato anche ai bambini.
Per fortuna ci sono i nonni, che hanno conosciuto le favole e il fuoco di un camino. Vedo anche i loro volti al mio funerale, perplessi, distratti, non comprendono, per loro non è successo niente, non ancora, per loro io resterò vivo, sia pur sempre lontano in quarantena, ed io continuerò a vivere con loro. Per sempre. 

So bene però che questo non è un sogno, ho letto che è una verità già acquisita dalla scienza, più volte dimostrata dalla fisica, come oggi dice la fisica, ma non toglietemi anche questo sogno, che già mi manca molto non riuscire più a immaginare il mio prossimo funerale nella solitudine di una quarantena.

P.S. Non sono io che muoio ma un mio amico in cui mi sono pienamente immedesimato. 

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