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Ho un problema semantico, soffro di una contraddizione in termini, una specie di schizofrenia latente.
Da una parte ambisco a una "visione" di pace e salute per poter affrontare con speranza il futuro, dall'altra mi ritrovo ad essere un "visionario". Qualcosa non torna.

Visione = «il processo di percezione, visiva, uditiva, immaginativa».
Visionario = «paranoico vittima di allucinazioni visive, uditive, immaginative».
Ditemi voi se non c'è da uscire di testa.

L'uomo - si dice - ha bisogno di una 'visione', come un progetto ha bisogno di una di 'finalità'.
Da quando Eva alzò lo sguardo al cielo e un braccio in alto per una visione celeste -la mela di Jobs -
l'uomo è un animale che cammina dritto tra cielo e terra, fatto di mente e corpo, spirito e argilla

L'uomo possiede il potere dell'evoluzione, la forza della Intenzione, l'abilità del'immaginazione.
Un uomo senza una visione è come un'aquila cieca, meglio allora essere talpa. e tana sottoterra.
La scienza senza una visione è mera tecnica, autoreferenziale, destinata ad avvolgersi su se stessa. 

Una visione allarga la mente, toglie i paraocchi, dona flessibilità, adattamento, futuro, partecipazione. 
È rivoluzionaria, e per questo invisa ad ogni dittatura, che ci vuole sudditi e schiavi del "funziona così".
La mancanza di una visione induce a paura, terrore di cambiare, e si diventa un complemento oggetto.

Ci chiediamo ora ad esempio come uscire dalla emergenza coronavirus che ci attanaglia.
Parliamo di salute, ma questa è già una 'visione', è quella che in ogni progetto si chiama 'finalità'.
Si può mai fare un progetto credibile se non si sa immaginare dove andare, verso quale orizzonte?

L'elemento "visione" è fondamentale per innescare un qualsiasi processo di guarigione - dimostrato. 
E noi siamo miseri e malati, ma non ci possiamo lamentare: da due generazioni siamo rimasti fermi al palo.
E di certo non possiamo dire che ci stiamo muovendo con una visione di pace, se il destino è concorrenza.

Un esempio che funziona è la Legge del Sistema Sanitario Nazionale 833/78 che recita:
Articolo 1: "Finalità": La Salute è un diritto dovere di tutti.
Articolo 2: Obiettivo 1: "Favorire una moderna coscienza sanitaria attraverso una adeguata Educazione alla Salute"

Dal 1978 ad oggi ci sono quaranta anni di totale cecità immaginativa e programmatica. Così  purtroppo è!
Una visione, una finalità, è come un orizzonte, irraggiungibile, perché se si fa un passo e lui si allontana.
Ma la visione indica una direzione, come l'obiettivo indica il primo passo da fare, altrimenti non c'è percorso.

La Carta di Ottawa OMS 1986 ad esempio si poneva una finalità: "Salute per tutti nell'anno duemila".
Si trattava chiaramente di un sogno, di una 'utopia', ma era una 'finalità comune', l'unica direzione per sopravvivere.
Ora l'uomo - aquila cieca - si lamenta e deve per forza incolpare qualcuno pur di sentirsi vivo e non oggetto qual'è.

L'uomo ha coltivato il sogno più facile, una ideologia di consumo, consumandosi in concorrenze e guerre.
Ora - forse - si sta accorgendo di essere diventato "usa e getta", povero, che la spesa non vale la resa.
Non avendo alcuna visione si vende a saldo al miglior offerente sublimando se stesso tra una griffe e un gadget

Questo ragionamento - troppo chiaro - però non torna: utopia, sogno, visione = pazzia. E appunto io sono un visionario".
Significa: "pazzo paranoico vittima di allucinazioni immaginative per schizofrenia da contraddizione in termini"
Ma non posso farci niente, mi viene naturale la notte cercare nel buio le stelle, saper attendere il nuovo giorno.

La scienza della fisica ha dimostrato - ormai da tempo - che "si realizza solo ciò che si immagina".
Gli indiani americani non videro le vele di Colombo, non le conoscevano. La sola ragione vede solo ciò che conosce.
Ma il futuro non è dato purtroppo saperlo, se non lo si immagina non potrà mai realizzarsi. Ecco il nostro guaio.

Lo si dica - seriamente - ai giovani: "Sognate il vostro futuro di pace, sognate tutto quel che più vi piace."
Nei tempi del "Tutto Subito" e del "Se non ora quando" cantavamo una canzone in francese. "Non rubateci i sogni".
E Bob Dylan aggiungeva: " The answer, my friend, is blowing in the wind ". La risposta, amico mio, è nel vento.

Allora perché cercare una sana visione di pace-felice è diventata oggi per l'uomo una pericolosa malattia mentale?
Adesso che la catastrofe coronavirus ci ha regalato un tempo sospeso, nessuno sa immaginare come sarà.
Se qualcuno tenta di immaginare un processo di guarigione diventa una "pazzo visionario", deve essere vaccinato 5G.

Ora però condivido - mi pare di condividere - con tante persone normali - pur di non essere oggetto - un vuoto che ci blocca.
Condivido l'ansia, la tensione, un desiderio di guarigione, di un altrove, di un altrimenti che riguarda tutti: "si può guarire solo insieme".
Sentiamo tutti un vuoto che ha il sapore di tragedia, vediamo solo un buio senza via di uscita, eppure allo stesso è tutta una commedia.

Niente sarà come prima - questo è certo - ma non riusciamo ancora a vedere quello che sarà, non abbiamo una visione.
Però questo vuoto ci accomuna, ci fa sentire vivi e ci rende consapevoli di essere - tutti - nel tunnel oscuro di una notte.
Questo "vuoto" - che cosa è secondo scienza? - è uno spazio che esiste perché possa essere riempito, da cosa: da un'idea.

Non è facile: "Un mio maestro mi insegnò quanto è difficile vedere l'alba dentro l'imbrunire".
Difficile, non impossibile, anzi è cosa naturale: dopo la notte - sempre - anche se la più scura, arriva l'alba.
Ma per averne "visione" occorre svegliarsi, aprire gli occhi, guardare un orizzonte, diventare "pazzi visionari".

Evviva allora tutti i pazzi paranoici del mondo, vittime di allucinazioni visive, uditive, immaginative, orgasmiche.
Evviva evviva chi sa riconoscere di essere fuori di testa - essere corpo - per una sana e doverosa consapevolezza.
Visionari di tutto il mondo unitevi. Il mondo ha bisogno di voi, ma non ce lo sa.

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Siero e Virus - Evviva gli Anticorpi

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