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Si è presentata stanotte senza che io la aspettassi affatto. Avevo chiuso la porta, spento tv e wi-fi, indossato la tuta leggera che mi fa da pigiama. La notte a volte ho crisi di freddo, tra le due e le tre, forse ho problemi di fegato. Mi ero steso col mio videogioco preferito, la luce dello smart è sufficiente. Mi son fatto un sudoku, fino a che non mi si sono addormentato, col cellulare acceso finché non si scarica. Tutto regolare, come al solito. Stanotte non aspettavo nessuno.
Tantomeno lei - Hai il volto di una donna che conosco - Aveva i capelli di quel biondo lucente che appaiono fatti di stelle - ma non ho idea di dove mai ti ho conosciuto - Snella e fiera, dagli occhi verdeazzurri, chiarissimi - eppure mi sembra di conoscerti da sempre - Il volto candido e lucente come quello di una bambola di biscuit - Chi sei! - La donna più fascinosa ed elegante del mondo.

E lei era in piedi, eretta come una Venere nuda, davanti a me steso in tuta sul letto in preda ad una crisi di freddo, forse erano le due o le tre della notte. - Ho preso le sembianze di un volto a te conosciuto, ma dimenticato - Era talmente eterea che mi ricordava un'attrice di un film in bianco e nero che vidi da bambino alla tv, ho dimenticato il suo nome - Sono ben altro, sono lei e sono tutte - Mi ricordava anche mia madre, da giovane, in una foto in bianco e nero era seduta su una coperta in un prato, stesso sorriso - Tu sai chi sono.

Da sempre abbiamo la sensazione di conoscere qualcuno o qualcosa che non riconosciamo, ma che ci segue sempre, di cui sempre sentiamo comunque la presenza, una sorta di angelo custode come credevamo da bambini, o forse uno spirito guida come dicono gli sciamani, un cordone ombelicale che ci lega a qualcuno o a qualcosa, che ci fa sentire vivi, ma non sappiamo che cosa è, chi è, o forse non vogliamo riconoscerla, una cosa che ne abbiamo paura. Una donna capace di sconvolgere, amore e odio, che può prendere ogni sembianza, apparire come la donna più bella e fascinosa del mondo. Ed ora mi stava davanti, mi parlava, era lei, attesa da sempre, ma senza farsi riconoscere.
Mi ha guardato con un'espressione seria e calma, piena di misericordia - Ma tu puoi riconoscermi, perché mi conosci, ti accompagno da sempre - È stato allora che si è tolta un foulard e si è sciolta i capelli - Ho preso un volto da te ben conosciuto, per rassicurarti, per farti piacere - Indossava una tunica bianca, forse di seta, che le aderiva al seno, ad una coscia, alla vita - Io sono la tua unica donna, sono la tua Vita, come sono la tua Morte, chiamami come vuoi - Io inebetito dalla bellezza accecante della Morte, dalla sua splendidezza vitale, non avevo parole - Non ti sembri impossibile, non pensarmi un incubo, sono qui, sono venuta per te.

Non avrei mai potuto riconoscerla, la Morte è uno scheletro ambulante, lo sanno tutti, la Morte viene con la falce e un sacco di tela in cui ammucchia le nostra ossa, infinite ossa che in terra e mar semina morte. - Anche la speme, ultima Dea, fugge i sepolcri - La Morte non è una Dea, semmai le Parche, rassicurante -  e involve ogni cosa nell'oblio della sua notte - Ma benché fosse notte, erano le due o le tre, in quel momento tutto era altro che oblio, avevo di fronte la donna più bella e affascinante del mondo, che emanava il più dolce odore di speranza, odor di rose che sbocciano, labbra che invitano al bacio, e seni all'abbraccio, mi alzo.
Gli occhi della mia donna di sempre erano carichi di apprensione - Sappi, caro Oscar, che il mio cuore trabocca di tenerezza materna per tutti coloro che sono miei amanti - Adesso ero in piedi che avrei potuto toccarla, toccare i suoi capezzoli pieni ed eretti - Son venuta solo per chiederti se hai deciso di chiederti perdono - Avrei potuto inginocchiarmi, come si usa per una Dea o di fronte alla Morte, chinare il capo, ma non avevo mai pensato di dovermi inchinare a me stesso - Tutto ciò che voi uomini non siete capaci, io posso, ma non sono io a poter perdonare, ognuno ora pensi a perdonare se stesso - E ne ha ben donde.

È lei che mi possedeva, da sempre, la situazione era chiara, anche se da sempre è mio l' assoluto bisogno di possederla - Non puoi possedere la tua vita se prima non ne vieni posseduto, io sono qui per questo - La sua tunica è lentamente scivolata dalle spalle sulle braccia, sui fianchi fino ai talloni - Mi concedo o mi congedo - per lei una consonante fa tutta la differenza - La scelta è sempre stata e resta tua - Come tra la vita e la morte, mi son detto, sempre, in ogni momento - Io sono solo mutamento - in ogni istante, sempre, dalla tetta di mamma, dal suo volto troppo vicino, sfuocato, amoroso - Io posso assumere infinite sembianze, sono la tua vita, come sono la tua morte - Il triangolo nero tra le sue gambe. lei nuda, focalizzava il mio sguardo, sbocciare d'orchidea - Non sono io a poter perdonare te, che tu da sempre dimentichi il mio volto e il mio nome - Adorare o odorare, in quell'istante era l'unico mio problema, forse una crisi di rimozione.

Lei mi ha sorriso, come chi ti vuol bene, ha raccolto la sua seta da terra, bianca - Stanotte non sono venuta per prenderti, ho ben altro da fare - Si è annodata il foulard al collo con cura, a mo' di cappio, ha sistemato i capelli con un laccio anch'esso bianco  - Son venuta semplicemente per metterti in guardia - I capelli  biondo lucente fatti di stelle, gli occhi verdeazzurri, chiarissimi, il volto candido e lucente come una bambola biscuit - Chi sei! - La donna più fascinosa ed elegante del mondo. - Chi sei infine, dimmi il tuo nome - Ora aveva il volto e il becco di un'aquila, le sue braccia ali nere con cui ha coperto il seno gonfio di linfa vitale - Spero che tu ti decida una buona volta a chiederti perdono - Inchinarmi a me stesso -  a riconoscere la tua vita per quello che è, che è la tua morte - È stato allora che si è girata di spalle ed è uscita dalla mia stanza. Non ho detto nulla, mi son di nuovo steso sul letto, incrociato le mani sul petto e solo allora le ho chiesto un bacio sulla fronte, così, per la buonanotte, morbido come quando una madre sente se il suo bimbo ha la febbre.

P.S. dopo due giorni Lei è tornata, ma questo nuovo incontro ce l'ho ancora nella penna, vedremo quando troverà le parole per raccontarlo.