la scienza

 

Il buon vecchio Aristotele era ben consapevole che la salute non può realizzarsi secondo una misura assoluta e quindi valevole per tutti gli uomini indistintamente. Pertanto spetta alla ragione di ciascuno adattarsi ad ogni situazione con equilibrio. 
“Se l’atleta Milone ha bisogno di nutrirsi con molta energia, dovrà mangiare molto più che un vecchio od un ragazzo poco attivo.”

 

Una volta, in un buio infinito, nero nero e tutto vuoto, c’era una minuscola puntina bianca che si chiamava Hwa.
Sì: «Hwaaa»: come un respiro lontano. «Ma se non c’era niente non c’erano nemmeno i rumori!»

 

Si parla tanto di Ecologia ma si dimentica troppo spesso da dove si parte per parlarne. In pratica l'unica cosa è iniziare a fare pulizia al nostro interno. Riprendiamo l'incipit del Maestro Flavio Daniele nel suo libro: Scienza, Tao e Arte del Combattimento.

 

Ti guarda con un sorriso spietato, una tigre sempre pronta a saltare sulla preda al minimo errore. Ma la preda non sei tu, è l’errore. “Ecco, dov’è l’errore? ” La matematica insegna la straordinaria bellezza dell’errore.

 

Pitagora e Galileo avevano ragione: La Natura ha un suo linguaggio fatto di numeri, però bisogna intenderne i simboli.“ Ma non si può intendere se prima non si impara a intender la lingua”.

 

“Lo Yang è il chiaro, la luce, il giorno, il maschile, il caldo, il cielo. Lo Yin è l’oscuro, il buio, la notte, il femminile, il freddo, la terra.”  

Per dare il senso del movimento i cinesi disegnarono un cerchio costituito da due metà che si equilibrano a vicenda, da una parte misero il bianco, dall’altra parte il nero, da una parte c’era lo Yang, dall’altra parte lo Yin.

 

“In principio fu il Verbo”. Poi avvenne una vibrazione che dette origine al Tutto. Forse è solo una coincidenza, ma il termine ’verbo’ ricorda quello di ‘vibrazione’.

 

Nel dicembre 2013 il filosofo Emanuele Severino ha rilasciato un’intervista al Fatto Quotidiano. Quella mattina ero preso dal problema del futuro dei giovani, ho una figlia di 16 anni. Appena lessi l’intevista rimasi senza fiat: il filosofo aveva messo il dito nella piaga, parlava di una generazione di “giovani senza padre”, “abbandonati dal mondo”.