Il concetto di Salute è talmente semplice che viene condiviso da tutte le ‘filosofie’, di ogni civiltà,  di ogni tempo: “La Salute è un dinamico Equilibrio tra Corpo, Mente e Respiro”  

L'O.M.S. Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 1948 a,Yalta la definì così: “La Salute non è Assenza di Malattia, ma un Equilibrio Psicofisico dell’individuo con l’Ambiente esterno.”  Un concetto che però apparve subito troppo rivoluzionario: “Vuol dire che non ci si rivolge solo al malato, ma si coinvolge anche il sano? Assurdo, e se poi non si ammala?"  In questo modo va a finire che "Non esiste la malattia, ma esiste il malato".  Questo lo diceva Ippocrate, suvvia! "Ancora nel 2000 diamo retta a tali superstizioni?"

Il problema è grave, perché se fosse così l’intervento ‘sanitario’ non si fermerebbe al momento della ‘Cura,  si espanderebbe pericolosamente alla ‘Prevenzione’ e alla ‘Riabilitazione’.

"Ma se il paziente guarisce noi perdiamo il cliente, il mercato va in crisi, si ammala, muore !"  

Peggio ancora: lo sguardo medico non andrebbe solo all’organismo fisico, si allargherebbe a macchia d'olio a quello psichico, mentale, sociale, relazionale. "Pazzesco! Così' si finisce che la medicina diventa olistica, che l'uomo torna al centro della pratica, che il farmaco torna ad essere un mezzo e non un fine. Ma siamo tutti usciti scemi?"  

Purtroppo la Salute è un bene collettivo.

"Ma che stai dicendo, Attenzione Ma che stai dicendo, mica è  quotata in borsa?"

Dicevo,  anche il concetto di ‘farmaco’ è cambiato:  non solo un fine terapeutico, anche mezzo preventivo e riabilitativo,  personale ." Finisce la pacchia che un'Aspirina 500 mg va bene per tutti." 

 Il professor Alessandro Seppilli diceva che il farmaco è un ausilio utile a mantenere curare e ristabilire un corretto e dinamico equilibrio salute.  "Ma ti rendi conto, qui si finisce a dire che pure l'arte è Farmaco". 

Cambia anche il ruolo del ‘farmacista’, non più solo preparatore e distributore di farmaci, come già un tempo, non solo un imprenditore burocrate come oggi, ma  un ‘facilitatore di salute’ il cui compito è “promuovere una moderna coscienza sanitaria attraverso una corretta Educazione alla salute” .

"Non esiste proprio, anche se questo è imposto dall'articolo 1 della legge dalla 833/78 detta di Riforma Sanitaria. Ma appunto è una legge! Le leggi si fanno per non essere rispettate, sbaglio?

Infine, sentite sentite, se diamo per buona la definizione di Salute dell’ OMS, ribadita solennemente nel 1986 con la Carta di Ottawa, cambierebbe persino il concetto di malattia. Non più impedimento, ma opportunità.

D'accordo che questo lo dicevano tutti gli antichi saggi, dalla Grecia alla Cina, ma mica noi dobbiamo dar retta agli antichi che non sapevano nemmeno che cosa è uno smart-phone! Quando costoro parlavano di Applicazione intendevano 'fare esercizi',AhAhAhAh,  mentre a noi basta scaricare un App con la punta di un dito.

C'è un pericolo molto grave in tutto questo: la cultura di salute.è capace di rendere l'uomo libero, sereno, consapevole. Il che per il nostro Dio del Mercato Coperto è peccato luciferino.

AlRogo AlRogo AlRogo 

 

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