La malattia non può essere intesa come impedimento, si presenta come opportunità. Più questa si fa evidente, più la si può comprendere e utilizzare, più la malattia si rivela l’innesco del meccanismo di guarigione. Ma come dice Franco Battiato, è difficile vedere l’alba dentro l’imbrunire, il pericolo è quando la malattia si nasconde, quando va verso l’interno, fino a cronicizzare, ad insediarsi negli organi interni, allora sì che diventa veramente pericolosa, spesso mortale.

Mi piace a questo punto citare un premio Oscar della Medicina moderna, un tal Roberto Benigni, che ha dedicato il suo miglior film al tema della leggerezza.


“La Vita è bella!
” Ebbi l’occasione di assistere ad una letio magistralis del professor Roberto Benigni. Il tema dell’incontro era “la leggerezza”. Ad un certo punto cominciò a camminare avanti indietro alla sua maniera, noi ridevamo, e lui: “Tu cammini e stai sempre sulla terra, nessun ostacolo, si va avanti per inerzia, ma basta un sasso, se incontri un sasso, ecco c’è il salto. Oplà. Si vola! Basta un sasso e si spicca il volo.”

Nel suo film l’intenzione era parlare di leggerezza, e se per essere leggeri, se per spiccare il volo occorre un sasso, allora qual’è il macigno che pesa sulla nostra coscienza moderna? “Più è grande il sasso più alto sarà il volo. Bene. Mi son detto: faccio un film sulla Shoah.”
Per me fu una grande lezione, anche per quel che riguarda la medicina, perchè la cosa più difficile da comprendere per chiunque si occupa di salute è “non nascondere mai il dolore, la malattia, la morte, ma trasformarli in leggerezza”
L’idea di utilizzare la malattia per attivare il sistema di guarigione non è assolutamente nuova, lo stesso Ippocrate era convinto che “il simile cura il proprio simile”, un principio che poi Hahnemann utilizzerà per dare origine all’Omeopatia, dove una sostanza che produce un certo sintomo, se diluita e dinamizzata, può aiutare a combatterlo.

Tutto questo amplia il concetto di ‘farmaco’. Secondo la definizione classica ‘farmacòn’, dal greco, è “un veleno che usato in tempi e dosi opportune produce un beneficio alla salute”. In un’ottica moderna e olistica significa "un mezzo capace di aiutare il paziente a mantenere o ristabilire quel delicato e dinamico equilibrio che è la Salute”. Anche l’arte è quindi un farmaco. Infatti, seguendo Ippocrate, se la malattia è rottura dell’armonia di salute, il primo passo è immaginare un nuovo equilibrio.

Sai cosa faceva Ippocrate come prima cosa con un malato? Lo portava nell'isola di Coos, lo isolava dal quotidiano, e lo obbligava a vedere due tragedie e una commedia.

 

Da "La Spilla del Farmacista2, libro secondo, capitolo primo.

 

la visione di Ippocrate

Che cosa è la Salute?

La Spilla del Farmacista

La Filosofia di Salute