Penso che il farmacista abbia un'abilità unica e sempre più preziosa: il mortaio.

In fondo lui deve sapere di tutto, di chimica, ma non è un chimico, di fisica e non è un fisico, tantomeno un biologo, un medico, un imprenditore, un comunicatore, un filosofo. Può anche specializzarsi su un particolare farmaco, ce ne sono a bizzeffe, ma deve comunque tener presente tutte le risorse terapeutiche che possono aiutare una persona a stare in salute. E deve stare lì, a livello marciapiede, senza necessari appuntamenti, a disposizione di persone diverse l'una dall'altra.

Ognuno di noi ha una sua rogna personale, il farmacista deve dare a tutti un giusto consiglio. Non è semplice. Come fa? Lui conosce il trucco del mestiere: il suo habitat mentale nasce da un mortaio.

Sappiamo tutti (lo dice la OMS e in questo periodo ce ne stiamo rendendo perfettamente conto) che la Salute è un "Dinamico Equilibrio Corpo-Mente-Ambiente". Senza disturbare Ippocrate, diciamo che la malattia nasce da una discrasia, ovvero dalla rottura di tale equilibrio. La malattia presenta quindi fattori organici, mentali, psichici, ambientali, relazionali. Di tutto un po'. Una corretta terapia deve tener contro di tutti i vari aspetti. Fin qui è scienza (OMS 1948) oltre che legge (833/78). Articolo 1: «Favorire una moderna coscienza sanitaria tramite una corretta educazione alla salute».

Per quel che può il farmacista, umilmente, lo fa. È un educatore sanitario. Autodidatta. Lo fa proprio grazie alla cultura del mortaio: "miscelare più sostanze, pesate con bilancino, in progressione geometrica, con la giusta energia". Il farmacista miscela un antibiotico con un dentifricio, una dieta con una regola di igiene, una autoanalisi con una pratica di salute. Più o meno consapevolmente unisce medicamento a gesto, consiglio a sorriso. E ascolta, sempre, con atteggiamento di cura. E non per marketing.
In più accoglie il cliente sia nel personale momento della terapia, come anche della prevenzione e della riabilitazione, o di chi assiste amorevolmente un paziente malato.

Si può entrare in farmacia anche solo per una chiacchiera, per essere rassicurati, per qualche dubbio su una delle tante fake news, per mettere ordine a tante voci, chi vuol parlare del suo fegato e della suocera, chi di problemi di cuore e di lavoro, di dieta, di... di... di... di..., ma sempre con una sottaciuta richiesta di persona tutta intera.
Se oggi si vuol parlare seriamente di Salute, il Mortaio rappresenta una funzione insostituibile e sempre più preziosa. Il farmacista ne è storicamente il depositario.

Gabriele Carcano

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