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.La vista è un elemento fondamentale della pratica. Ogni azione parte da una visione. È la regola dell Yi>Qi>Li già ampiamente trattata: "Prima parte l'Intenzione -Yi-, segue l'Energia -Qi-, infine arriva al Corpo -Li-".  Nella didattica il tema della vista nella didattica viene solitamente affrontato alla fine del percorso, questo perché per prendere consapevolezza di quel che accade è necessario capovolgere la formula: Li<Qi<Yi.

Si parta dalla conoscenza dell'asse centrale e man mano a spirale si sale verso le altre parti e dimensioni della pratica.   L'Esercizio degli "8 pezzi di broccato" ha in sè anche un ottimo lavoro per i nostri occhi.     

Io soffro con gli occhi, da sempre, che io sappia da quando avevo undici anni. La sequenza di Broccato è stato il primo esercizio che mi capitò da fare quando iniziai a conoscere le pratiche orientali, era circa il 1988, eppure solo ora, grazie a questo lavoro, mi sono accorto di quanto beneficio possa apportare, Avevo lavorato abbastanza davantia llo schermo del PC, sentivo pesantezza sulle orbite, mi si abbassavano le palpebre, allora ho preso una pausa  soprattutto dopo essere stato più di un'ora davanti ad uno schermo. Non ho trovato di meglio che cliccare sulla canzone di Elvis Costello e fare gli otto pezzi di broccato, ci stavo lavorando!

Ogni passaggio ha una sua 'visione'. Ho iniziato a respirare come può fare una cellula, ho chiuso gli occhi perché, è risaputo, "non ha occhi per vedere, orecchie per sentire e nemmeno un naso da mettere fuori" (Italo Calvino Mitosi). Alzando le braccia al cielo ho aperto gli occhi verso l'alto e poi cercando le mie radici ho guardato la terra. Ho colpito un'aquila a volo, anzi l'ho appositamente mancata per quanto era bello il suo volo. Mi sono chiesto che fa una mucca a girarsi e guardare fisso la luna. Ho cercato a terra un qualche oggetto perduto come mi capita di solito. Ho tirato pugni irati a destra e manca e a chi so io. Infine quando ho chiuso gli occhi per tornare cellula, ho sentito un immediato beneficio negli occhi. E sono tornato qui a lavorare. 

Mi fratello Paolo, sia pur ancor studente, aveva collaborato alla nascita della prima scuola di Optometria in Italia. Dal momento che io soffro di un cheratocono all'occhio destro, che l'oculista dichiarava per perso, Paolo mi consigliò di tirare con l'arco, mirando ovviamente con l'occhio 'falso'. La tecnica non poteva che essere quella dell'arco nudo (e chissà se questo non fu il mio primo inconsapevole rapporto con le pratiche orientali). Chiaramente lessi "L'arte dello Zen e il tiro con l'arco" di Eugen Herrigel. Il mio occhio vedeva lontano il paglione, io dovevo immaginare che la freccia aveva già colpito il centro, funzionava, il mio occhio era ancora vivo, e lo è ancora adesso.

Paolo mi aveva anticipato un problema di vista che in breve sarebbe stato comune in tutte le società industrializzate: il nostro sguardo, sempre occupato a mettere a fuoco, se non allenato avrebbe perso l'abilità di una sguardo vago e la capacità di una visione. Un trucco che mi consigliò è mettere affianco al PC l'immagine di un panorama i cui l'orizzonte mi avrebbe portato a volgere lo sguardo all'infinito e la visione al sogno.
In più chi legge è il movimento. Provate a fissare per una attimo le righe di un romanzo, in breve si vedrà tutto appannato. Quando è l'immagine che si muove, come su uno schermo, lo sguardo resta fisso, i nostri muscoletti si mantengono in tensione, e per loro è uno sforzo disumano.  Il trucco è sospendere ogni tanto e fare esercizi con gli occhi, su, giù, a destra, sinistra, rotazione...  O ancor meglio praticare "gli otto pezzi di broccato".

Lo sguardo ha un diretto rapporto con la "Intenzione". Quando immaginiamo di dare un pugno sulla spalla dell'avversario noi guardiamo la spalla, se proviamo invece a immaginare di colpire quella cima del monte là che sbiadisce in orizzonte, ci accorgiamo che la nostra forza cambia, che con il minimo sforzo si ottiene la massima efficacia.
L'attività di praticare uno sguardo diretto, indiretto, o ampio, o vago, o sorpreso dalla meraviglia del volo dell'aquila, dona al nostro occhio la elasticità, la flessibilità, la rilassatezza di uno sguardo animale. Lo sguardo ha un diretto rapporto con la "Visione". La perdita della abilità di osservare con attenzione il vago, può impedire al nostro sistema la capacità di visualizzare ciò che ancora appare intengibile, può portare, come dicono molti psico-terapeuti durante questo periodo di quarantena ad una patologia denominata: "Mancanza di Sogno e di Intenzione".

Ho appena fatto la mia sequenza per gli occhi guidato dalla malinconia di Tom Wait ed Elvis Costello, ho chiuso gli occhi, seguito per filo e per segno le indicazioni della scheda tecnica, i risultati sulla mia dimensione organica e psichica sono evidenti. Il Qi Gong ha anticipato di qualche millennio il metodo Bates. 

(Paolo Carcano - 1963 - 1986)

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SOMMARIO

1- Rito 3 - Qi Gong "Bicycles" premessa
2- Rito 3 La musica: Broken Bicycles/Junk
3- Rito 3 Il Qi Gong e la Visione 
4- Rito 3  Qi Gong di Broccato
5- 
Rito 3 di Broccato SCHEDA TECNICA
6- Rito 3 . Il Qi Gong e il Movimento
 
7- La Grammatica del Movimento - Nei Gong

Appendice: 1- Rassegna Bibliografica: Il Tai Ji e le Artiterapie // 2- Rito 3 Le Artiterapie e il Qi Gong   // 3- Riti di Salute - Il piano dell'Opera // 4-  ValDock e la legge di attrazione // 5- Ambiente abitativo e Salute // 6- Riti di Salute - Premessa // 7- Le Arti Interne di Val Dock // 8-TaiJi Qi Cong e Malattie Mentali // 9- il Bagua Zhang - SINOSSI //10- The Game e le Artiterapie

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GLI 8 RITI DI SALUTE

Rito 1- «Il Risveglio» Nei Gong 
Rito 2- Oration Nei Gong 

Rito 3- Qi Gong di Broccato

Rito 4- Controvento Yi Jin 
Rito 5- Dialogo gestuale
Rito 6- I palmi Ba Gua
Rito 7- Il Cavaliere e la farfalla
Rito 8- La danza degli elementi Tai Ji Quan