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Dal titolo si potrebbe dedurre che una qualsiasi ArteTerapia, che sia Tango, Tai Ji o Teatro, possa sostituirsi ad una pratica medica, cioè essere 'alternativa' ( per usare un termine che in medicina non ha alcun senso). La Medicina, in quanto tale, è integrazione e complementarietà. "Se la Salute è Equilibrio tra più elementi, la malattia è il risultato di un disquilibrio; si deduce che non esiste terapia che non debba essere multifattoriale, cioè complementare e integrata tra interventi organici, psischici e relazionali".

Nessuna psicoanalisi  e nessuna terapia, come nessuna seduta di Tai Ji o diTango, potrà mai da sola portare a guarigione. Il concetto stesso di ‘alternativa’, o questo o quello, o qui o lì, porta a dividere, settorializzare, perdere globalità. L’Arte Terapia nasce principalmente con il fine di rendere il paziente protagonista del proprio percorso di guarigione, mettendolo in grado di connettere e coordinare i vari movimenti e le sue varie dimensioni. Venire meno a tale presupposto toglie all’arte il suo plus-valore integrativo.

Il secondo equivoco potrebbe giungere pensando che gli “8 perché” siano riferibili solo all’arte in oggetto, mentre invece, a monte, sono riferibili a leggi generali che coinvolgono ogni tipo di movimento, sia esso corporeo che mentale. Proviamo ad analizzare gli 8 punti che Maria Laura riporta con precisione riguardo il tango e proviamo a confrontarli con le regole del TaiJi. Scopriremo che sono perfettamente validi anche per chi si occupa di teatro, musica, danza, arti marziali. eccetera. In realtà il principio base è semplice: le regole della fisica sono le stesse. Dice il saggio: “Non è importante cosa si fa, ma come lo si fa.”


1. Postura. “Nella vita di ogni giorno magari non ci fate caso, ma all’occhio del maestro non passerà inosservato: avete le spalle curve, come se portaste tutto il peso del mondo? Siete belli impettiti, ma rigidi? Avanzate con il petto esageratamente in fuori?”

Abbiamo frequentato vari corsi di diversa natura, tutti iniziavano da un saluto, da un lavoro sulla propria postura. In CantiereSalute amiamo dire: “Mettiamo il filo a piombo.” Occorre fare come il muratore che prima di tutto mette il filo a piombo, poi costruisce, non importa cosa, purché sia dritto. Una corretta postura è necessaria sia se desideriamo ballare, sia per suonare, cantare, recitare, combattere.  Vedi Dispensa 2 - Il Filo a Piombo


2. Grounding. Ballate peinando el piso – come dovrebbe essere – o siete aerei? Osservate se avete davvero “i piedi per terra”, perché il radicamento rivela la vostra connessione con la realtà.

Due sono le principali forze fisiche che ci permettono di stare in posizione eretta: gravità e forza elettromagnetica. La forza gravitazionale è quella che ci tiene attaccati alla terra, maggiore è la spinta verso il basso, maggiore sarà la capacità di espansione verso l’alto. Questo principio, prima ancora di essere base di ogni arte terapia è essenzialmente un semplice concetto di fisica. Questo equilibrio alto-basso (yin e yang), è come vedremo fondamentale alla posizione eretta.  Vedi Dispensa 5 - Il Teorema di Lavazza


3. Relazioni. Vi riesce difficile abbracciare? O, viceversa: abbracciate il partner come fosse una specie di ultima spiaggia? Avete un abbraccio solido e rassicurante oppure molle o soffocante? Attenzione! Fra le altre cose, è la spia del rapporto con il materno.

La Salute, per definizione della OMS, è un dinamico equilibrio tra corpo, mente e ambiente. Con questo ultimo termine viene intesa anche la vita relazionale. In questi ultimi decenni la graduale perdita di contatto è un grave problema ‘sanitario’, la comunicazione sta diventando sempre più una questione ‘virtuale’. Pratiche di arteterpaia sono indispensabili, perché tutte portano ad un corretto atteggiamento relazionale. Possiamo dirlo per l’abbraccio del Tango, così come per la simulazione di lotta nel TaiJi, come nel Teatro, nella Musica e così via. Vedi  Carta di Ottawa per la Promozione della Salute


4. Sensibilità. Siete capaci di seguire o tendete a imporvi (se follower)? Siete capaci di prendere in mano la situazione e guidare senza indecisioni (se leader)? Più in generale: siete davvero capaci di ascoltare?

Ecco: “Ascolto” è oggi una parola magica, e come tale abilmente ignorata. Si insegna a scrivere e a far di conto, ma non ad ascoltare. Soprattutto se stessi. Le arti terapie non fanno altro che rispondere ad un’antica legge: “Gnosi Teauton”. Conosci te stesso. Per imparare veramente ad ascoltare occorre prima saper ascoltare se stessi, partendo dalle cose più semplici e vicine: avete le spalle curve, come se portaste tutto il peso del mondo? Siete belli impettiti, ma rigidi? Avanzate con il petto esageratamente in fuori?” Il bel paradosso che si realizza nell’arte terapia è che ascoltando l’altro, comprendendo le sue maggiori difficoltà, si impara ad ascoltare se stessi.

In più, in questo punto indicato da Maria Laura, c’è un concetto profondo, quello che i taoisti indicano con “wu wei”, lasciare andare, lasciarsi guidare, per dirla con John Lennon “Let it Be”. Questo è un punto fondamentale per affrontare ogni tipo di trauma e stress. Dico: lasciare andare, anche quando si guida, lasciare che avvenga, che il traffico segua il suo corso, perché le nuvole vanno e vengono, ogni tanto si fermano. Italo Calvino ci da una immagine stupenda: essere leggeri non come una piuma, che va col vento, ma rapidi e precisi come uccelli che saltano da un ramo all’altro. Sembra un passo di Tango, o una azione del Tai Ji, o il gesto di Picasso che disegna un uccello.


5. Coscienza di sé. In milonga, riuscite a seguire il flusso degli altri ballerini senza intralciare ma senza neppure lasciarvi “rubare lo spazio” dagli altri? E all’interno della coppia, riuscite a rimanere connessi eppure autonomi? Se leader, vi fate usare come attaccapanni da ballerine possedute? Se follower, rimanete stordite dal “bombardamento” di ganci e saca de?

Avete una vostra dimensione nello spazio? Nello stesso gesto dell’abbraccio si disegna una sfera e si diventa volume. Alto-Basso (ecco che torniamo al concetto di gravità), Avanti-Indietro, Destra-Sinistra, sono i sei punti cardinali che danno dimensione al nostro spazio. Come dire: una carta da poker non sta dritta da sola. La postura di partenza per un tango o per una forma di baguà o di yang è praticamente la stessa. Facendo attenzione a come il nostro corpo si dispone nello spazio per trovare il suo equilibrio tra cielo e terra, ci accorgiamo di possedere una nostra sfera. A quel punto, nel Tui Shou, come con il Tango, avvicinandoci ad un’altra sfera ci troviamo a decidere se connetterci o combatterci, e comincia il gioco. Non importa ora a che gioco giochiamo, l’essenza è comprendere e governare il nostro spazio vitale.


6. Autoironia. Se sbagliate, ci ridete su o procedete subito a incolpare il partner? Se non siete all’altezza delle VOSTRE aspettative, vi date atto che non siete professionisti e non vi esercitate 8 ore al giorno o vi macerate nel senso di inadeguatezza?

Questo punto, almeno in questi giorni, mi fa pensare all’insegnamento di Dario Fo. Non posso fare altro che invitarvi a leggere questo articolo . …Caro Dario

Un omaggio al Gran Maestro di Giocosa Arte. Più che un irripetibile Mistero Buffo, Dario Fo ci ha donato le chiavi per superare la divisione che potrebbe venire a crearsi tra le differenti arti se manca il giusto grado di autoironia. Per il resto i nostri avi avevano già capito tutto: BOB 9. Genialità antica